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La 'Casa dei simboli' di Bonaria Manca a Tuscania, nel Lazio, è tutelata come 'studio d'artista'. Per la poliedrica artista-pastora originaria di Orune, in Sardegna, ribattezzata da Sgarbi 'la nuova Ligabue italiana', a 90 anni è il primo passo per coronare il suo grande sogno: la 'Casa museo'. La sua abitazione nel viterbese, dove è emigrata negli anni cinquanta, con le testimonianze del suo percorso artistico, saranno dunque preservate. Per il Ministero dei Beni Culturali sono un patrimonio da proteggere: affreschi, tessuti ricamati, arazzi, mosaici in pietra, numerose opere su tela, legno e pareti. Accoglie con soddisfazione la notizia l'Associazione per Bonaria, Comitato per il salvataggio e la salvaguardia delle sue opere e proprietà. I loro sforzi sono stati premiati e ora guardano ai prossimi traguardi. "Il restauro della 'Casa dei simboli', un catalogo della sua opera, materiale e immateriale, ovvero anche canti arcaici e racconti e il progetto di 'Casa-museo' secondo la volontà dell'artista", spiega Paola Manca, nipote e membro dell'Associazione. L'artista naif è stata scoperta a fine anni 80 dal cineasta e collezionista francese Jean- Marie Drot, allora direttore di Villa Medici, l' Accademia di Francia a Roma. Le opere di Bonaria Manca sono presenti in musei e collezioni private all'estero. Attualmente sono esposte fino al 6 gennaio al museo di Gualdo Tadino all'interno della mostra "I pittori dal cuore sacro. Da Ivan Rabuzin a Bonaria Manca", curata da Vittorio Sgarbi e Catia Monacelli. Nell'opera di Bonaria Manca accanto al tema religioso e quello del rapporto con la natura è presente la Sardegna e la Barbagia con i suoi ricordi e richiami alla sua vita passata, come anche la terra che l'ha accolta, il mondo etrusco e i suoi archetipi. Domenica a Tuscania l'artista sarà festeggiata da amici, parenti e estimatori.