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Un 'terroir antropologico' per salvare dall'estinzione un raro vitigno. La comunità di Benetutti sta investendo risorse e lavoro in una passione legata ad un pezzo importante della sua storia e di quella della Sardegna. In questo paese degli altipiani del Goceano la popolazione si é stretta attorno all'Arvisionadu, raro vitigno coccolato e apprezzato per secoli. C' è un imprenditore, Pino Mulas, che impianta una nuova vigna per presentare questa eccellenza locale al mondo enologico. Un comitato scientifico formato da Comune, Università di Sassari e Laore che ha ideato 20 anni fa un concorso enologico per stimolare e migliorare le produzioni locali. Ci sono giovani, appassionati e cultori che nel 2012 si uniscono in una Confraternita dell'Arvisionadu per valorizzare e promuovere questo tesoro della vigna. La presiede l'agronomo Giampaolo Sanna, laurea a Sassari con una tesi sulla coltivazione dell'Arvisionadu. "I giovani della Confraternita recuperano i vigneti di famiglia o ne impiantano di nuovi, attenti a nuove tecniche per affinare la qualità del vino – commenta Sanna – la formazione è un elemento fondamentale anche per dare un risvolto economico a questa antica risorsa". L'occasione giusta per vivere da vicino questa passione e assaggiarlo è andare in Primavera a Benetutti per 'Arvisionende in Chintina' organizzata dalla Confraternita: cantine aperte alla degustazione e dove protagonista naturalmente è l'Arvisionadu. La rarità sarda che il 'modello Benetutti' sta salvando dall'estinzione