Vuole poter parlare nuovamente con la sorella di 12 anni e il fratellino di 8, vuole avere la possibilità di poterli prendere in affidamento, desidera riportarli in Sardegna visto che con la nuova famiglia non starebbero bene. Una vicenda intricata che vede come protagonista Stefania, una giovane di 22 anni, di Cagliari, che non riesce più a parlare con sorella e fratello da ottobre, mese in cui, dopo aver ricevuto messaggi inviati di nascosto da parte della sorellina in cui diceva di stare male, ha presentato esposti alla Procura della Repubblica di Cagliari e a quella di Bologna, zona in cui si trova la nuova famiglia adottiva.
Una storia di difficoltà quella di Stefania. Lei stessa, per vari problemi familiari, è stata data in affidamento quando era minorenne, sorte diversa è toccata al fratello di 17 anni che ora si trova in una casa famiglia, mentre la 12enne e il fratellino dopo aver trascorso due anni con una coppia cagliaritana a cui erano stati affidati temporaneamente, nel giugno scorso sono stati trasferiti. Un fulmine a ciel sereno per Stefania e per le zie dei due minori che avevano costanti contatti con loro quando erano a Cagliari e si vedevano ogni fine settimana. "Anche la coppia sarda aveva fatto richiesta di adozione – racconta Stefania – pensavamo rimanessero con loro, ma invece sono stati sradicati e portati via".
"Stavamo preparando la festa di compleanno della bambina – racconta la zia 80enne, che in passato ha adottato due bambini stranieri – ma non l'abbiamo potuta fare". La decisione del trasferimento è stata improvvisa e dal quel momento è stato impedito a zie e sorella qualsiasi contato con i minori. Il padre dei bambini ha presentato un ricorso contro la nuova adozione, ma è stato respinto anche in Cassazione. Adesso si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell'uomo e attende una risposta. Tutta la vicenda è seguita dall'avvocato Annamaria Marini. Da quanto si è appreso la stessa Stefania durante le pratiche per l'adozione non è stata convocata. "Non capisco come mai non mi hanno chiesto se volessi prendere in affidamento mia sorella e mio fratello – racconta – hanno scoperto della mia esistenza solo adesso dopo gli esposti".
La situazione sembra essere precipitata pochi mesi fa quando Stefania ha ricevuto i messaggi inviati in segreto dalla sorellina e una lettera in cui afferma di stare male e di voler tornare a casa. Stefania ha presentato gli esposti e da quel momento non è più riuscita a parlare con la ragazzina. L'unico ad aver avuto un contatto e aver visitato i due minori è stato il fratello di 17 anni che, sotto la supervisione dei servizi sociali, li ha incontrati. "Siamo disperati – sottolinea Stefania – voglio poter parlare con i bambini, voglio capire perché sono stata esclusa dalla possibilità di adottarli o averli in affidamento".







