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Un film documentario pensato per i circuiti televisivi e anche per i grandi festival nazionali e internazionali di cinema, compresi Cannes e Venezia. Il film si chiama La Tela ed il regista oristanese Salvatore Garau (che prima di arrivare al successo internazionale come pittore è stato negli anni '70 e '80 batterista degli Stormy Six) lo sta finendo di girare proprio in questi giorni all'interno della Casa Circondariale di Massama (Oristano). Protagonisti lo stesso Garau nella sua veste di pittore e tre detenuti che interagiscono liberamente con lui nella pittura di una tela di due metri per cinque.
La fotografia porta la firma di Fabio Olmi, figlio del regista Ermanno Olmi, e premio Donatello nel 2002 per Il Mestiere delle Armi. "Non è stato facile accettare che qualcun altro mettesse le mani su un mio quadro, ma La Tela ora è quasi terminata e sono davvero contento del risultato" ha spiegato Garau presentando il progetto del film in uno dei pochi spazi accessibili ai normali cittadini all'interno del carcere di Massama, dove sono detenuti in regime di alta sicurezza decine e decine di boss e manovali della mafia e della camorra.
"Il mio intento non è raccontare la situazione delle carceri o sostituirmi agli educatori, ma semplicemente fare un bel film assieme ai tre detenuti che hanno accettato di dipingere con me questa Tela" ha spiegato Garau. Entusiasta del progetto Fabio Olmi: "Girare un documentario – ha detto – è una cosa che da' grande libertà e quando Garau mi ha proposto di girarne uno in un posto dove la libertà non c'è ho accettato subito". Il progetto del film prevede anche la realizzazione, affidata a cinque diversi registi, di altrettanti corti di cinque minuti ciascuno che raccontano ognuno un ricordo d'infanzia di cinque diversi detenuti del carcere di Massama. Il docufilm sarà prodotto in due diverse versioni dalla Blue Film di Roma, una di 50-60 minuti senza i corti e una di 80 minuti con i corti.