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La messa in servizio, nei giorni scorsi in Sardegna, dei nuovi treni è sicuramente un segnale positivo, ma assolutamente insufficiente a compensare decenni di abbandono del sistema ferroviario". E' quanto denuncia Legambiente presentando i dati della campagna 'Pendolaria 2015'.
"I tempi di percorrenza elevati ed i disservizi che si sono subito manifestati sono l'espressione macroscopica dell'inadeguatezza del sistema – dichiara la presidente regionale Annalisa Colombu – dal momento che la Sardegna è la regione italiana con la più bassa densità di estensione della rete ferroviaria, meno della metà della media nazionale". Il rapporto degli ambientalisti denuncia in regione "treni vecchi, lenti, su linee che vedono troppo spesso tagli e accumulano ritardi". In Italia attualmente sono circa 3.300 i treni in servizio nelle regioni con convogli di età media pari a 18,6 anni. Per la Sardegna si registra una media di circa 20 anni. Nonostante un parziale rinnovamento della flotta avviato negli ultimi anni (con la recente dismissione di locomotori diesel, addirittura risalenti al 1957) i pendolari dell'isola – evidenzia Legambiente – lamentano disagi dovuti proprio al materiale rotabile. I problemi si riscontrano su tutte le linee sarde più frequentate come la Oristano-Cagliari, la Cagliari-Iglesias e la Sassari-Alghero dove, specialmente nel periodo estivo, anche i turisti sono vittime delle condizioni vetuste dei convogli. Gli ambientalisti quindi avanzano richieste alla Regione: "E' necessario predisporre con urgenza – spiega Colombu – un programma speciale di ammodernamento della intera infrastruttura ferroviaria che si proponga di integrare il trasporto pubblico locale con quello turistico ed il sistema del ferro con quello su gomma. Si tratta di oltre 1.000 chilometri di linee ferrate la cui riqualificazione richiede un impegno di spesa di oltre due miliardi di euro. E' necessario infatti comprendere il potenziamento anche delle linee a scartamento ridotto, per assicurare la continuità territoriale tra le zone interne e le grandi aree urbane costiere".