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Un detenuto di 29 anni, padre di quattro figli di cui uno di appena un anno, ha tentato di togliersi la vita per la terza volta in un mese nel carcere di Uta ed è stato salvato dagli agenti della polizia penitenziaria.
Lo denuncia Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo diritti riforme".
"La vicenda, che riguarda un tossicodipendente con disturbi psichici – spiega – ripropone l'impossibilità per le strutture detentive di accogliere persone con gravi problematiche legate all'abuso di sostanze stupefacenti. L'uomo, attualmente ricoverato in osservazione nel reparto di Psichiatria nell'Ospedale di Is Mirrionis, è stato salvato grazie all'immediato intervento dei responsabili della sicurezza dell'Istituto che, allertati dai compagni di cella, hanno fatto intervenire il personale medico". Secondo i dati forniti dalla Caligaris il 40% dei detenuti delle strutture penitenziarie, in particolare quella di Cagliari-Uta, ha problemi legati alla dipendenza da eroina, cocaina, alcol e gioco d'azzardo. "Si tratta di percentuali inaccettabili in un sistema di privazione della libertà in cui le attività di recupero e risocializzazione, anche nelle migliori prospettive, contrastano con la condizione fisica e psicologica di chi ha una dipendenza – ha detto la presidente dell'associazione – occorre trovare alternative alla detenzione utilizzando strutture adeguate e Comunità il cui operato deve però essere costantemente monitorato".