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Sono 412 i lavoratori espulsi dal settore tessile della provincia di Nuoro che hanno cessato di ricevere gli ammortizzatori sociali nel 2014. A questi andranno aggiunti circa 270 addetti per i quali la fruizione degli ammortizzatori è avvenuta nel corso del 2015 o avverrà nel 2016.
Per fronteggiare l'emergenza, la Regione ha messo in campo una dotazione finanziaria complessiva di 8,5 milioni di euro. Il punto è stata fatto in una riunione con i sindaci dei territori interessati presieduta dal capo di Gabinetto Filippo Spanu.
Oltre all'estensione della Flexsecurity ai lavoratori espulsi, che originariamente ne erano esclusi, tra le misure attivate vi sono il Welfare to work, esclusivamente dedicata a loro e finanziata con 3 milioni di euro; i cantieri verdi, per i quali è stata stanziata una dotazione di 3,5 milioni di euro e decisa l'estensione della misura ai comuni di Siniscola e Posada; il microcredito (con 1 milione dedicato a progetti di autoimprenditorialità proposti dai lavoratori appartenenti alla vertenza); i cantieri comunali (finanziati con 1 milione di euro).
Per il lavoro preliminare all'accordo del 7 agosto, il monitoraggio dello stesso e gli opportuni correttivi, in questi mesi hanno lavorato quattro uffici di Gabinetto (Presidenza, Lavoro, Ambiente e Programmazione) e sono state effettuate, da aprile a oggi, una decina di riunioni del Comitato di monitoraggio e quattro incontri con dieci amministrazioni del territorio per la definizione degli interventi e per attività di assistenza tecnica.
Novità per i 26 lavoratori ex Legler cui è stato bloccato l'accompagnamento alla pensione: la Giunta regionale ha redatto un nuovo accordo con l'intento di produrre, attraverso strumenti normativi diversi, effetti analoghi a quelli oggetto dell'accordo del 2009.