alcoa-pili-and-ldquo-sider-alloys-and-egrave-un-bluff-and-rdquo

"Il nuovo bluff di Renzi passa dalla Svizzera e si chiama Sider Alloys". Il deputato sardo Mauro Pili (Unidos) non crede alla possibilità, prospettata ieri al ministero dello Sviluppo economico, che una nuova società sia interessata all'acquisizione dello stabilimento Alcoa di Portovesme. Questo pomeriggio il parlamentare è andato a Lugano, dove Sider Alloys ha sede legale, e ha scoperto che "la società non ha stabilimenti, ha un capitale sociale sino a ieri di 90mila euro, quanto un supermercato di ferramenta, e da stamane di tre milioni di euro. Il suo business è la commercializzazione di prodotti metalliferi, versante acciaio e additivi vari".
Inoltre, aggiunge Pili, "la società ha sede nello stesso palazzo che ospita un centro massaggi, un night club e una pescheria, e questo fa un certo effetto", mentre "è inquietante il fatto che, tra gli scopi indicati nello statuto, ci sia anche quello di acquistare e vendere immobili in Svizzera e all'estero. Insomma, tutto fuorché produrre alluminio primario".
Pili accusa il governo "di aver portato a un tavolo ufficiale una bufala a buon mercato. Un modo, l'ennesimo, per perdere e prendere tempo. Tutti sanno che non vi è nessuna possibilità di dare una seria prospettiva ad un impianto vecchio di 40 anni se non ci sarà una potenzialità energetica competitiva per i prossimi dieci anni almeno". Ad informare i sindacati sull'interesse di un nuovo gruppo erano stati, ieri, il ministro Federica Guidi e il sottosegretario Claudio De Vicenti, in occasione del tavolo al Mise sul regime di super interrompibilità energetica in Sardegna, al quale ha preso parte anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru.

Fiduciosi, ma vogliono vederci chiaro, alla Cisl. “Poco fa abbiamo avuto conferma dal Ministero che il nuovo potenziale acquirente per lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, la "SiderAlloys" ha appena formalizzato e ufficializzato la manifestazione d'interesse (lettera di intenti) al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma”, scrive Manolo Mureddu, portavoce del sindacato, “la FIM-CISL Nazionale e la FSM-CISL Regionale chiedono immediatamente verifiche per quanto riguarda: piano industriale, ricaduta occupazionale e, soprattutto, verifica della capacità di investimento aziendale”.