La conferenza stampa tenuta il 27 giugno 2014 per contestare la richiesta di sorveglianza speciale avanzata nei suoi confronti dal questore di Oristano, Francesco Di Ruberto, e bocciata poi dal Tribunale potrebbe costare sei mesi di arresto al presidente del movimento indipendentista Meris, Salvatore Meloni. Il pm Rossella Spano lo ha infatti citato in giudizio per aver promosso e organizzato una "riunione in luogo pubblico" senza averne dato avviso al questore almeno tre giorni prima, come previsto dall'articolo 18 del Testo unico di pubblica sicurezza del 1931.
La citazione a giudizio è stata notificata a Meloni la vigilia di Natale e la prima udienza del processo è stata fissata per il 4 maggio 2016 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Oristano, Andrea Mereu. Lo hanno reso noto lo stesso Meloni ed il suo avvocato Cristina Puddu che hanno anche anticipato la linea difensiva annunciando la presentazione di una eccezione di incostituzionalità della norma contestata.
"Vogliono tapparmi la bocca facendo appello a una norma fascista che limita la libertà di parola e di opinione ma non ci riusciranno e continuerò a battermi per l'indipendenza della Sardegna" ha detto senza mezzi termini Meloni sostenendo che in ogni caso quella conferenza stampa, tenuta davanti alla questura ma su un marciapiede privato, non era e non può essere considerata una "riunione in luogo pubblico" e quindi non c'era alcun obbligo di darne preavviso al questore.







