popassinu-e-coccone-a-mamoiada-i-dolci-di-sant-and-rsquo-antonio

Su Popassinu nigheddu, nero come il Mamuthone, su Popassinu biancu, come la maschera dell'Issohadore. Ancora, su Coccone hin mele o pane dei piccoli al miele, e le delicatissime caschettas. Sono i quattro dolci tradizionali della festa di Sant'Antonio Abate a Mamoiada.
Frutto della bravura delle donne del paese, ogni dolce ha la sua particolarità ed é un sapiente mix di maestria e estro nella preparazione. In questo centro montano, nel cuore della Barbagia, il rito del fuochi di Sant' Antonio dal 16 al 18 gennaio si accompagna a canestri e cestini di dolci tipici tra i più saporiti e ricercati. Ricette a base di pasta di mandorle, noci, uva passa, miele, custodite gelosamente, tramandate di generazione in generazione e preparate in gran quantità per celebrare questa ricorrenza, nel più completo rispetto della tradizione gastronomica locale.
Il 17 pomeriggio la prima uscita di Mamuthones e Issohadores, dopo la vestizione nella sede della Pro loco, la processione danzata nelle vie del paese e il ballo attorno ai fuochi. I mamoiadini si ritrovano per parlare e bere un bicchiere di Cannonau, che viene offerto assieme al vassoio dei dolci a cittadini e turisti.
Un momento conviviale. Stando attenti a non trasgredire a una semplice regola non scritta, un'usanza in vigore da secoli. "Il dolce – spiega Gesuino Gregu, membro della Proloco – va gustato al momento. Può essere infatti interpretato come segno di poco rispetto per chi ha preparato la festa, quello di farsi magari una piccola scorta per poi assaggiarlo in un secondo momento"