"Siamo rattristati per questo drammatico decesso, ma siamo soprattutto arrabbiati per il fatto che nessuno, a iniziare dai diretti interessati, ci abbia mai reso nota questa situazione". Barbara Cuccureddu, responsabile dei servizi sociali del Comune di Santa Maria Coghinas, commenta così la drammatica morte, le cui cause saranno accertate solo dall'autopsia, di una neonata partorita in condizioni sanitarie e igieniche estreme, all'interno del tugurio senza corrente elettrica in cui vivevano i suoi genitori, 49 anni lui e 30 lei, entrambi di Santa Maria Coghinas.
"Se avessimo saputo di questa gravidanza avremmo potuto offrire tutto il sostegno di cui necessitavano – spiega all'ANSA l'assistente sociale – in ogni caso cercheremo di dare alla coppia tutto il supporto e ci siamo già attivati per recuperare loro un alloggio adeguato".
"Siamo amareggiati ma non accettiamo critiche da nessuno". Il sindaco di Santa Maria Coghinas, Pietro Carbini, anticipa ogni possibile polemica legata alla drammatica vicenda che ha portato il paese al centro dell'attenzione dopo la morte di una neonata in una casa-tugurio.
"In questo caso specifico, come in tutti i trenta casi che abbiamo in carico, facciamo sempre il possibile", spiega il primo cittadino all'ANSA, difendendo a spada tratta l'operato dei Servizi sociali comunali. "Il padre di quella povera bambina deceduta è inserito nel piano del servizio civico attraverso il quale – racconta il sindaco – ci facciamo carico della situazione economica della coppia". Discorso diverso per quel che riguarda la gravidanza tenuta nascosta.
"Questo aspetto va tenuto distinto perché nessuno sapeva niente, anche il diretto interessato mi ha detto di non sapere che la compagna fosse incinta", dice Carbini. Dichiarare un figlio gli avrebbe permesso di scalare la graduatoria per le case popolari. "Resta il fatto che quello dell'abitazione è un problema serio anche da queste parti – denuncia il sindaco – chiedo alla Regione di fornire validi sussidi per le politiche abitative".
Nel frattempo, il Comune si muove. "Stiamo cercando di trovare una soluzione per la coppia ma siamo in difficoltà – ammette Carbini – per ora infatti nessuno vuole offrirgli ospitalità. Se non dovessimo trovare nulla, ricorreremo a una piccola pensione, ma è evidente che non è una soluzione che si può protrarre a lungo".







