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Migliora la performance della spesa dei fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr) nel 2015, rispetto all'anno precedente, con 223 milioni in più destinati ad aumentare con la progressiva rendicontazione. Al momento, secondo i dati diffusi dalla Regione, nel sistema di monitoraggio sono presenti pagamenti per circa 1.353 milioni di euro, a fronte di una programmazione finanziaria di 1.361 milioni. Ciò significa che si è oltrepassato il 99% dei pagamenti.
Inoltre, poiché si è consentito ai Comuni di spendere sino al 31 dicembre, è ancora in corso il procedimento per caricare i pagamenti dell'ultimo mese. Il bando multilinea, gli ultimi versamenti al fondo Jessica e la possibilità di utilizzare spese del Pac segnalano tutti risultati positivi. "Il 2015 si candida a diventare dunque l'anno più performante, se si esclude il 2009, anno in cui fu fatto il versamento per il fondo di garanzia", fa sapere la Regione.
Per quel che riguarda il Fondo sociale europeo (Fse) gioca la scelta di non aver chiesto la certificazione a maggio 2015, essendo allora in itinere l'approvazione della rimodulazione dei fondi da parte della Commissione europea, intervenuta poi positivamente a dicembre 2015. Di fatto, aver speso le risorse in linea con la proposta di rimodulazione del Fse mette al sicuro da ogni rischio possibile anche tutte le certificazioni che oggi possono essere proficuamente inviate alla Commissione per avere il pagamento delle risorse spettanti alla Sardegna.
La revisione alla programmazione degli interventi, avviata dall'Esecutivo nell'agosto scorso con il rafforzamento delle politiche a sostegno dell'istruzione-formazione, ha aumentato la capacità di intervento sul capitale umano ed ha consentito l'avanzamento dei pagamenti fino a raggiungere la somma di 685.000.000 realizzando un overspending rispetto alla dotazione complessiva (675.053.206,00 euro).
Quanto alle risorse del Programma di sviluppo rurale 2007-13 destinate all'agricoltura, al 31 maggio 2014 era stato speso solo il 64% del miliardo e 285 milioni di risorse disponibili, con il concreto pericolo di disimpegno dei fondi europei.
Dall'insediamento della Giunta Pigliaru la riorganizzazione della struttura e la rimodulazione della spesa su diverse assi e misure, ha permesso di spendere più di un terzo della cifra iniziale, quasi 450 milioni di euro.