Nessuna struttura fissa al porto di Cagliari per accogliere i migranti al momento dello sbarco.
Si pensa, piuttosto, a tensostrutture smontabili, 4 o 5 al massimo, o all'utilizzo di siti già esistenti. E' linea concordata al Tavolo di coordinamento regionale sui flussi migratori convocato oggi in Prefettura.
"L'incontro è stato importante, siamo riusciti a definire alcuni criteri sia per quanto riguarda l'individuazione di nuove strutture in cui ospitare i minori non accompagnati sia per quelle nuove che arriveranno con i prossimi bandi", ha confermato il prefetto Giuliana Perrotta.
Decisivo il ruolo della Regione. "Ci stiamo dotando di un piano articolato per l'accoglienza – ha sottolineato l'assessore Raffaele Paci, presente alla riunione – Proprio ieri è stata approvata la delibera di indirizzo, mentre la prossima settimana adotteremo il provvedimento per l'accoglienza dei minori non accompagnati, completa di linee guide destinate ai Comuni per l'individuazione di strutture idonee, elemento che oggi manca".
Quanto alla struttura temporanea da allestire al porto di Cagliari, l'assessore ha chiarito che "si è deciso di non creare strutture fisse perché lo scalo ha una totale vocazione turistica e deve essere protetta. Ma c'è la massima flessibilità nell'individuare quattro-cinque punti potenziali dove nelle 24 ore i migranti appena sbarcati. Potrebbe trattarsi di tensostrutture smontabili o di luoghi già esistenti".
Protesta Fi. "La proposta di realizzare una tensostruttura o di utilizzare altri edifici demaniali per gestire gli sbarchi dei migranti la dice lunga sulle reali intenzioni della Giunta regionale e del Governo". Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le ultime indicazioni uscite dal Tavolo di coordinamento sulla gestione dei flussi migratori.
"Un'idea che bocciamo due volte – spiega l'esponente dell'opposizione – in primo luogo, perché è inaccettabile che la Sardegna venga usata dallo Stato come muro d'Europa sul Mediterraneo per contenere l'onda d'urto di un'immigrazione incontrollata; in secondo luogo, perché soffocherebbe la vocazione turistica di un porto che, fatto tutt'altro che secondario, si trova in pieno centro città".
"Sul piano politico – aggiunge Cappellacci – è inaccettabile che il presidente della Regione non pretenda un confronto con il Governo su una questione che non può essere affrontata solo dalle forze dell'ordine, dai sindaci e dai volontari, mentre la politica scappa dalle responsabilità. In diciotto mesi sono arrivati nell'isola ben 8000 migranti, solo in questi casi il Governo si è accorto che esiste la Sardegna. Finché non arriveranno garanzie su mezzi, risorse e su politiche nazionali ed europee per limitare i flussi, Pigliaru – incalza il coordinatore di Fi – si opponga a nuovi sbarchi".







