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Proseguono gli accertamenti del Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale sul traffico di indumenti usati raccolti per la Caritas di Cagliari: destinati ai poveri finivano invece nei mercati italiani e stranieri per essere venduti.
Gli investigatori hanno acquisto tutta la documentazione con la quale il Comune di Quartu ha autorizzato l'Eurofrip di Casoria – il cui intermediario è Giampiero Cesarini, indagato insieme alla moglie Rosa Contiello – a raccogliere i vecchi vestiti nel territorio comunale. La stessa amministrazione ha già avviato la procedura per la revoca dell'autorizzazione alla ditta campana.
Il carico di decine di tonnellate di indumenti sequestrato nel porto di Cagliari mercoledì scorso era destinato proprio alla Eurofrip. Un altro carico, secondo quanto si è appreso, era stato consegnato in passato, mentre un terzo avrebbe seguito canali diversi.
Ieri gli investigatori, su delega della Dda, avevano sequestrato alla Caritas diocesana di Cagliari i documenti relativi alla convenzione stipulata dall'associazione e Giampiero Cesarini, con la quale veniva dato il permesso di utilizzare il logo e raccogliere gli indumenti usati. Accanto ai coniugi campani residenti a Capoterra, risultano indagati per truffa in concorso e traffico di rifiuti Andrea Nicolotti, responsabile del servizio mensa, cucina e logistica della Caritas; Guido Afflitto, della società Sarda Recupero tessili che opera nella raccolta degli indumenti, e Tonino Marras, capo cantiere della Derichebourg, la cui posizione potrebbe essere presto archiviata.