Anche Cagliari dichiara guerra alla guerra. No all'intervento italiano in Iraq e in Libia, meno spese militari, più spese sociali: sono i temi chiave del sit-in organizzato questo pomeriggio da Cagliari social forum.
Decine di persone si sono presentate all'appuntamento fissato sotto la statua di Carlo Felice. Una data scelta non a caso: il 16 gennaio è la data del venticinquesimo anniversario dei primi bombardamenti Usa nella prima guerra d'Iraq.
Gli antimilitaristi hanno circondato la piazza di striscioni.
Questi i messaggi: "la nostra terra per la vita, non per la guerra", "l'Italia ripudia la guerra", "liberazione dalle servitù militari, no basi, no guerre".
Il terrorismo? "La guerra non è la risposta al terrorismo, che invece alimenta – spiegano i promotori dell'iniziativa – ma viene generata da sporchi interessi per sporchi affari, dallo scontro sulle fonti energetiche, dai conflitti di potenza, dalla vendita delle armi. Tutto questo mentre dilagano e si accrescono ingiustizia sociale, miseria, fame, emarginazione e oppressione, neocolonialismo, che fanatismo e terrorismo usano per i loro progetti reazionari".
Alla manifestazione partecipa anche l'Usb. Tra i bersagli del presidio anche l'Unione europea: "Ha assunto- si legge in un volantino dell'Unione sindacale di base- la gravissima decisione di sottrarre dai vincoli dell'austerità di bilancio le spese militari, togliendo così ulteriori risorse che invece dovrebbero essere investite per rilanciare e aumentare la spesa sociale e il welfare".
In programma questa sera anche una assemblea-discussione a Sa Domu, in Castello.







