Insulti e minacce. Un pomeriggio di tensione al Tecnocasic di Macchiareddu dove l’europarlamentare pentastellata Giulia Moi, (nota per una polemica: figura nel suo curriculum la scoperta di una molecola anticancro e la rete le avrebbe chiesto maggiori informazioni in merito), presentatasi ai cancelli per un’ispezione si è scontrata a muso duro coi responsabili tecnici e il personale degli impianti. Una “visita” durata quasi 5 ore e scandita, secondo il personale da modi sgarbati e accuse diffamanti dell’europarlamentare che a sua volta ha denunciato un tentativo di corruzione ai suoi danni e di aver subito “gesti sessisti”. Sicuri strascichi giudiziari da ambo le parti.
La Moi aveva annunciato in mattinata, con un comunicato diffuso alla stampa, un’ispezione al termovalorizzatore del Tecnocasic mirata soprattutto ai “valori di emissione”. Ma negli uffici di Macchiareddu nessuno si è detto al corrente dell’ispezione della Moi e la tensione è così esplosa da subito.
La prima scintilla lo scontro in guardiania dove l’europarlamentare, respinta, avrebbe da subito tuonato contro i vertici dell’azienda. La situazione degenera e arrivano Digos (3 agenti) e volante della polizia (2 agenti), chiamati telefonicamente dal personale di Macchiareddu che lamentava l’aggressività eccessiva dell’europarlamentare, accompagnata da una decina di collaboratori e decisa a tutti i costi ad entrare nello stabilimento. Secondo i tecnici dell’impianto, soltanto a fatica la Moi è stata convinta ad indossare la tuta e le scarpe antinfortunistiche (indispensabili per circolare nell’area industriale). Ma la tensione è rimasta altissima durante il sopralluogo, gli scontri sul funzionamento del termovalorizzatore cagliaritano si sono ripetuti. Furibondo il personale e i vertici dell’area tecnica degli impianti che lamentano di aver subito accuse gravi e diffamanti. La Moi ha denunciato un tentativo di corruzione ai suoi danni nel corso dell’ispezione e ha bollato come gesto sessuale sessista un bacio alla telecamere che ha adoperato per riprendere il sopralluogo, degenerato da subito in pomeriggio di follia e che dal Tencocasic arriverà dritto in Tribunale.







