L'aviazione militare della Germania, la Luftwaffe, lascerà la base aerea di Decimomannu entro l'anno, se non vi saranno accordi politici dell'ultimo momento. Uomini e aerei andranno via dalla struttura sarda dove continueranno a essere rischierati i velivoli dell'Aeronautica Italiana (Ami). L'aeroporto militare perde un altro pezzo: dopo i Canadesi, gli Statunitensi, gli Inglesi, ora abbandonano lo scalo, utilizzato per i cicli addestrativi dei piloti, anche i Tedeschi che sono nella base dal 1959: dopo 57 anni quindi personale e mezzi ripartiranno per la Germania. Oggi la struttura viene mantenuta economicamente con la suddivisione al 50% delle spese fra Ami e Luftwaffe che nel settembre 2009 avevano rinnovato, alla presenza degli allora sottosegretari della Difesa italiano, Giuseppe Cossiga, e tedesco, Rudiger Wolf, l'accordo che estendeva per tre anni la collaborazione fra i Paesi. Una intesa internazionale rinnovata ai più alti livelli nel febbraio 2013, per l'utilizzo delle strutture del Reparto sperimentale e di standardizzazione al tiro aereo (Rsst). Ora l'accordo è arrivato al capolinea con i conseguenti problemi di gestione economica, che ricadranno totalmente sull'Italia, e di contrazione di personale.
Una situazione che si era già vissuta, ma non così pesantemente, nel 1998 quando rimasero sulla base solo Ami e Luftwaffe dopo l'abbandono della Gran Bretagna, con la Royal Air Force (Raf), in Sardegna da 26 anni. Allora la ripartizione delle spese era al 45% a carico della Luftwaffe, 25% per la Raf mentre e 30% per l'Ami. L'abbandono da parte dei Tedeschi dei poligoni addestrativi sardi, nonché delle strutture che ospitano la sede comando e gli equipaggi dei reparti che vengono rischierati ciclicamente per circa due settimane ciascuno, hanno suscitato preoccupazione fra i sindacati e i dipendenti civili che lavorano nella base. Mentre nei mesi scorsi non sono mancate le manifestazioni di protesta da parte di antimilitaristi e pacifisti che hanno chiesto, invece, la chiusura della base militare. Decimomannu è stata per anni l'"Università" per i piloti da guerra della forze occidentali. Grazie a sofisticate apparecchiature elettroniche e computer una vaste area di mare, davanti alle coste centro-occidentali dell'Isola, è diventata teatro dell'addestramento al combattimento aereo per i piloti canadesi (andati via nel 1970), statunitensi, italiani, tedeschi e britannici, le cui nazioni hanno partecipato negli anni con differenti quote alla gestione della base situata a circa 20 chilometri da Cagliari e dove si trova la centrale operativa dell'intero sistema elettronico "Autonomous Air combat maneuvering instrumentation" (Aacmi).







