"Sosterremo la vertenza e chiederemo l'intervento diretto e immediato del presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi", l'ha annunciato ai sindacati dei lavoratori Alcoa il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, al termine della riunione dei Capigruppo, convocata dopo che questa mattina duecento operai hanno circondato il palazzo del Consiglio bloccando tutti gli ingressi.
Quanto stabilito nella Capigruppo verrà sottoposto nel pomeriggio all'attenzione dell'Assemblea all'inizio dei lavori.
"Il primo febbraio, in occasione della seduta statutaria – ha aggiunto Ganau – sarà presentato un ordine del giorno sulla vertenza". Un odg "duro" per ricordare a Renzi gli impegni presi il 28 maggio quando si trovava in Sardegna, e per dare un forte mandato a Pigliaru sempre in funzione del sostegno della vertenza. "Ci faremo anche carico di ribadire possibili soluzioni che possano consentire a Glencore l'acquisizione dello stabilimento, come gli accordi bilaterali, e ricorderemo la necessità – ha sottolineato Ganau – di dichiarare l'alluminio bene strategico per l'industria italiana". Sulla questione, infine, i Capigruppo hanno preso l'impegno di rapportarsi costantemente con i propri parlamentari di riferimento.
"In merito alla lunga e difficile vertenza Alcoa che pare giunta in una fase di stallo, la conferenza dei presidenti dei gruppi del Consiglio regionale chiede che il presidente del Consiglio dei Ministri intervenga direttamente per dare definitiva risposta alla vertenza e trovando le soluzioni necessarie per il mantenimento degli impegni presi in Sardegna, dove ha dichiarato il settore alluminio strategico per il governo e l'economia italiana, e il rilancio dell'attività produttiva dello stabilimento Alcoa".
E' il contenuto del documento dei capigruppo letto in Aula dal presidente Gianfranco Ganau, prima di riavviare la discussione sulla riforma degli enti locali, come annunciato ai lavoratori e ai loro rappresentanti nell'incontro di questa mattina davanti al palazzo di via Roma.
"In particolare – si sottolinea nel testo – si richiede di valutare la soluzione ed eventualmente favorire accordi bilaterali con Enel, già realizzati in situazioni analoghe, o soluzioni di un 'interconnector', che consentono di creare le condizioni per una immediata ripresa produttiva. Così come si ritiene non rinviabile una soluzione al tema degli alti costi dell'energia che la nostra regione deve subire, unica regione italiana esclusa dalla possibilità di utilizzare energia a basso costo (metano)".
I capigruppo hanno ribadito "la piena solidarietà alla lotta dei lavoratori Alcoa per la difesa del posto di lavoro", ma hanno stigmatizzato "il metodo di azione che ha provocato l'annullamento della seduta del Consiglio regionale convocata sul tema della riforma degli Enti locali".
"Subito una norma, da negoziare con Bruxelles, per una soluzione di lungo periodo al nodo energia, che consenta di aprire la via a potenziali acquirenti dell'Alcoa", è la proposta di Ugo Cappellacci, Alessandra Zedda, Pietro Pittalis, Ignazio Locci e Stefano Tunis, presenti questa mattina davanti al Consiglio regionale durante il presidio dei lavoratori dello stabilimento di Portovesme.
"Nelle more delle decisioni europee – proseguono gli esponenti azzurri – il Governo spinga per un accordo bilaterale con l'Enel, che funga da 'ponte' e consenta di proseguire il percorso. Come forza di opposizione – osservano – siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo alla Giunta di coinvolgere anche la minoranza al tavolo di confronto, per dare più forza ad una vertenza che non appartiene ad una sola parte politica, ma interessa l'intera Sardegna".
"Renzi ha tradito tutte le promesse: ad Olbia, davanti alla cittadinanza, agli operai, ai media nazionali, disse che agli inizi di settembre sarebbe tornato per riaprire Alcoa e per portare anche altre soluzioni per la questione Sardegna – aggiunge Pittalis, capogruppo di Fi -. E' giunta abbondantemente l'ora di dare la sveglia ad un Governo che è ovunque fuorché nell'isola. Ma prima bisogna scuotere dal suo torpore anche il ministro Guidi, al quale deve essere assolutamente sottratta la vertenza, che deve essere trattata direttamente a Palazzo Chigi".
"Il problema è sempre quello di trovare una soluzione strutturale sulla questione energetica a prezzi competitivi per il rilancio del sistema produttivo del Sulcis Iglesiente e della filiera dell'alluminio di Portovesme.
Il Governo ha il dovere di intervenire direttamente sulla vertenza Alcoa e far sì che la produzione di alluminio diventi una una volta per tutte una scelta strategica non solo per la Sardegna ma per l'Italia". Lo sostiene il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pietro Cocco.
"Occorre mettere a punto una piattaforma per la qualificazione del settore che trovi, con una specifica e organica politica industriale, uno stretto collegamento a livello europeo – aggiunge l'esponente del Pd -. Sul costo dell'energia, vero nodo centrale della vicenda, le strade sono obbligate: un accordo bilaterale o procedure già recepite in Italia per favorire e rendere competitive le grandi aziende elettrointensive, con uno sgravio sui costi di approvvigionamento dell'energia elettrica, attraverso la cosiddetta 'superinterrompibilità' o misure analoghe che producano un contenimento dei costi energetici – conclude Cocco – come il contratto di 'interconnector' combinato con l'interrompibilità semplice".
"In merito alla difficile situazione che vivono i lavoratori dell'Alcoa tutti i parlamentari di Sel di Camera e Senato esprimono pieno sostegno alla lotta da loro intrapresa auspicando una soluzione definitiva e immediata della vertenza". Così Luciano Uras, senatore sardo del partito.
"È oramai urgente e ineludibile – incalza il parlamentare – che il Governo e il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenga direttamente per trovare le soluzioni necessarie a dare risposte ai lavoratori, tanto più dopo aver dichiarato che il settore alluminio è strategico per la nostra economia. Su questo il Governo deve mettere in campo un'iniziativa che miri, con la massima responsabilità, alla ripresa della attività produttiva e quindi alla riapertura dell'impianto", chiarisce Uras.







