Avrebbe "accomodato" le fatture presentate per il gruppo del Pdl in Consiglio regionale della Sardegna, sia negli importi che nelle causali. È quanto emerso questa mattina nel corso della nuova udienza del processo che vede imputato, con l'accusa di peculato, l'ex capogruppo del Pdl Mario Diana, coinvolto nell'inchiesta sui fondi ai gruppi utilizzati, secondo la Procura di Cagliari, per spese non istituzionali.
A confermarlo durante la sua testimonianza in aula è stato Riccardo Cogoni, l'imprenditore cagliaritano cha ha già patteggiato un anno e otto mesi per peculato in concorso con i consiglieri, incalzato dalle domande del pubblico ministero, Marco Cocco. Il magistrato inquirente ha elencato tutta una serie di fatture che riportavano lo stesso numero ma importi differenti, chiedendo spiegazioni al teste.
Oggi dovevano essere ascoltati anche Onorio Petrini, Carlo Sanjust e Sisinnio Piras, tutti ex consiglieri del Pdl finiti nell'inchiesta. I primi due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre per Piras il pm ha rinunciato all'esame.
Sanjust è stato già condannato in abbreviato a tre anni di reclusione, a Petrini invece sono stati inflitti due anni e quattro mesi.
La prossima udienza è fissata per il 5 febbraio: atteso l'interrogatorio di Diana al quale vengono contestate spese per oltre 200 mila euro, molte delle quali effettuate da altri consiglieri ma imputate anche a lui in qualità di capogruppo.







