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Rivoluzione negli enti locali in Sardegna alla luce della riforma Delrio e del riordino costituzionale che va verso la cancellazione delle Province in attesa del referendum confermativo di ottobre. Il Consiglio regionale ha approvato oggi la riforma a maggioranza, con la netta bocciatura dell'opposizione.
Nell'Isola nasce un'unica Città metropolitana, quella di Cagliari che raggruppa 17 comuni dell'area vasta, mentre restano in piedi, fino alla definitiva eliminazione, le vecchie Province: Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. Saranno però depotenziate e avranno tra le poche funzioni quelle che riguardano le strade e le scuole. A prendere tutte le altre funzioni, comprese le competenze trasferite dalla Regione, saranno i Comuni in forma associata attraverso le Unioni dei Comuni che si articolano in Rete metropolitana, Rete urbana e semplici Unioni. Per i Comuni sarà obbligatorio associarsi ad una Unione: oggi sono 34 e si dovrebbe arrivare a circa 50.
Addio, invece, alle quattro Province regionali – Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia Tempio – istituite con legge nel 2001 e poi abrogate con un referendum nel 2012 che ha dato il via al riordino degli enti locali, concluso oggi di pari passo con la nuova riforma nazionale. Ma non è stato semplice. Avviata dopo oltre un anno di consultazioni e tira e molla tra i vari territori, con il nord ovest e il nord est sull'aventino per l'istituzione della sola Città metropolitana di Cagliari, la riforma ha subito una battuta d'arresto prima delle festività natalizie con gli oltre 2.500 emendamenti presentati – soprattutto dalle opposizioni – e riportati in commissione Autonomia per un supplemento di riflessione.
La legge è stata completamente riscritta in Aula grazie ad una valanga di emendamenti sostitutivi totali della maggioranza, che ha più volte corretto il tiro anche dopo il primo passaggio in commissione. Una maggioranza che non ha nascosto le perplessità su alcuni aspetti della riforma, come nel caso del mancato riconoscimento di Olbia nella fattispecie di Rete metropolitana: un caso che ha fatto venir meno un voto finale nelle file de Pd. Un'accelerazione si è avuta solo a metà gennaio, ma si è registrato anche l'ostruzionismo del centrodestra che ha più volte contestato l'impianto della legge.
"Aridatece le Province: state creando disparità tra i territori dell'Isola", ha tuonato il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, mentre l'Udc ha tentato di spingere per un'unica Città metropolitana che racchiudesse tutti i 377 Comuni dell'Isola. L'assessore degli Enti Locali Cristiano Erriu ha ovviamente difeso la 'sua' legge parlando di "sharing governance" con il superamento di una "visione competitiva tra gli enti locali" e una "semplificazione dei livelli amministrativi": tutto ruota attorno a Regione e Comuni, "rispettando il principio dell'autodeterminazioni dei singoli Comuni".