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Abbanoa deve rimanere pubblica, no alla privatizzazione. Questo il messaggio lanciato da un'interpellanza di dodici consiglieri, segnale di nuovi fibrillazioni nel centrosinistra.
La richiesta di chiarimenti a proposito di notizie di stampa circa una possibile apertura ai capitali privati per il gestore delle risorse idriche in Sardegna, è rivolta al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda. Il documento, depositato questa mattina in Consiglio, è firmato da Emilio Usula e Paolo Zedda (Rossomori), Alessandro Collu e Salvatore Demontis (Pd), Daniele Cocco, Eugenio Lai e Francesco Agus (Sel), Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia (Upc), Raimondo Perra (Psi), Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) e dal consigliere di minoranza Christian Solinas (Psd'Az).
L'argomento, per i firmatari, è centrale. Tanto da poter mettere in crisi gli equilibri della maggioranza "Questo genere di operazioni – si legge nell'interpellanza – non sta nel programma sul quale la coalizione di centrosinistra, sovranista e indipendentista ha ottenuto il mandato di governo dai sardi, ma è piuttosto in netta contraddizione con il principio programmatico di tutela dell'acqua in quanto bene pubblico e inalienabile". I promotori dell'iniziativa, dopo aver ricordato l'esito del referendum del 2001 sulla gestione pubblica del servizio idrico, paventano il rischio di un effetto destabilizzante per la tenuta della coalizione di governo.
"No a cessioni di quote societarie di un bene come l'acqua – insistono i firmatari – al presidente Pigliaru chiediamo garanzie in merito. Nessuno pensi di poter operare ponendosi al di fuori da qualsiasi vincolo di rispetto e solidarietà e di coerenza programmatica con le forze politiche, specie su una materia che potrebbe concretamente mettere in discussione la base e la sussistenza stessa della coalizione".