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"È stata avviata dal ministero delle Infrastrutture un'istruttoria tecnica sulla possibilità di esenzione della tassa di imbarco per i passeggeri in partenza o diretti in Sardegna". Lo fa sapere l'assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana a margine dell'incontro di oggi con l'Ufficio di Gabinetto del ministro Graziano Delrio.
"In seguito alla decisione del Governo nazionale di gravare con ulteriori 2,5 euro il costo dei biglietti aerei, aumentando l'addizionale sui diritti di imbarco, abbiamo immediatamente scritto una lettera al ministro e chiesto e ottenuto un incontro urgente con i suoi collaboratori: la risposta è stata tempestiva – sottolinea l'assessore – e già a partire da oggi si stanno valutando le soluzioni percorribili al riscontro della nostra richiesta".
L'ulteriore aumento dell'addizionale sui diritti di imbarco ha già provocato la reazione di Ryanair, compagnia irlandese leader nei voli low cost, che ha deciso di chiudere diverse basi in Italia, a partire da Alghero. Per la Sardegna e per i sardi una doppia mazzata, visto che sono costretti all'uso del trasporto aereo per la maggior parte degli spostamenti. "Ecco perché chiediamo a Palazzo Chigi di ripensare e di rimodulare, riguardo agli aeroporti isolani, l'applicazione della tassa – ribadisce Deiana – la deroga non sarebbe un trattamento di favore ma il semplice riconoscimento dello svantaggio causato dalla condizione di insularità che la Regione rimarca costantemente e i cui problemi e costi il Governo si è impegnato a mitigare". 

"La Giunta si svegli dal suo letargo: il decreto del Governo Renzi sulle tasse di imbarco risale ad ottobre 2015 e da allora è rimasto inascoltato l'allarme di Assaeroporti, Iata e anche di Forza Italia, che alla fine ha anche presentato una mozione in Consiglio regionale per impegnare il presidente ad aprire una vertenza contro il governo". Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sulla vicenda che ha spinto Ryanair al taglio delle rotte e alla smobilitazione della base di Alghero.
Secondo l'esponente azzurro, "da un lato la Regione, a causa dell'accordo Soru-Prodi del 2006, spende per abbassare il prezzo dei biglietti, dall'altro lo Stato centrale lo fa aumentare nuovamente con tasse che arrivano al 40% del costo complessivo.
In più – prosegue l'azzurro – la Sardegna è un'isola e l'aereo rappresenta una scelta obbligata, a differenza di altre Regioni.
Anziché mandare comunicati stampa con svogliatezza, prendano l'iniziativa nei confronti del Governo per difendere quello che è un diritto, non certo un privilegio".
Secondo Cappellacci, "da Bruxelles arrivano segnali incoraggianti semplicemente perché la legge regionale 10 è legittima e compatibile con l'ordinamento europeo. Anziché straparlare per due anni e bloccarla, la Giunta avrebbe dovuto difenderla e applicarla come abbiamo fatto noi. Gli alibi sono finiti: si diano una mossa, salvino il sistema low cost, ripristinino la CT2 che hanno cancellato per capriccio nel 2014 e rinforzino quella per Roma e Milano".