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"Abbiamo avuto rassicurazioni da Bruxelles che la procedura di infrazione relativa alla legge 10 si chiuderà entro marzo". Così l'assessore regionali ai Trasporti, Massimo Deiana, nel corso dell'incontro con i sindacati convocato stamattina per discutere del futuro dell'aeroporto di Alghero, dopo l'annuncio di Ryanair di abbandonare lo scalo da ottobre.
"Abbiamo rilevato segnali confortanti sul possibile esito non negativo della procedura di infrazione a carico della società di gestione degli aeroporti", ha aggiunto il titolare dei Trasporti.
"Ryanair – prosegue – ora se vuole parteciperà ai bandi sulle misure di sostegno per il traffico internazionale che replicheremo il giorno dopo la decisione di Bruxelles.
Presumibilmente le gare verranno bandite entro giugno, siamo pronti a immettere tra i dieci e i quindici milioni di euro di sostegno".
Ai sindacati l'assessore ha manifestato l'obiettivo di "favorire una governance unica degli aeroporti sardi, non è un caso che stiamo investendo sull'interconnessione con le linee ferroviarie".
Giuliano Deliperi di Fit Cisl ha detto: "Accogliamo con fiducia le notizie dell'assessore sulla conclusione positiva della partita fra due mesi, ma rimarchiamo la responsabilità del management e soprattutto della proprietà di Sogeaal rispetto all'attuale situazione societaria".
Domani mattina, intanto, dopo che la Giunta ha deliberato sulla ricapitalizzazione con dieci milioni di euro di Sogeaal, Deiana parteciperà all'assemblea dei soci della società che gestisce l'aeroporto di Alghero.

Un'interrogazione al ministro della Infrastrutture e dei Trasporti è stata depositata dai deputati di Sel, Gianni Melilla e Michele Piras, dopo la decisione di Ryanair di chiudere le basi di Alghero e Pescara, nonché l'aeroporto di Crotone, con la cancellazione di 16 rotte italiane e, come conseguenza, "la perdita di 800.000 passeggeri oltre che di 593 posti di lavoro".
Secondo i due deputati "si rischia di determinare un pesante contraccolpo su economie locali già particolarmente fragili, rispetto alle quali i servizi della compagnia low cost irlandese hanno rappresentato una boccata di ossigeno e una importante fonte di reddito, diretto e indiretto". "Crediamo che – scrivono Melilla e Piras – il governo debba riconsiderare, almeno per questi territori e considerate le specificità dei contesti locali, la decisione di incrementare la tassa aeroportuale, in maniera tale da riaprire una partita che non si può chiudere così, se non al prezzo di drammatici costi sociali: 600 posti di lavoro, nonché un impoverimento ulteriore sul piano del diritto alla mobilità e dell'economia, quella turistica in particolare".
"La decisione presa dalla compagnia – si legge nell'interrogazione – sarebbe un contraccolpo decisivo per gli aeroporti di Alghero e di Pescara. Per la città sarda infatti le 8 rotte Ryanair rappresentano il 60% del traffico totale, del 70% invece per la città abruzzese. Il rischio conseguente sarebbe quindi la chiusura di ambedue gli Hub con un danno enorme, diretto ed indiretto, sia in termini di servizi che in termini economici".