pd-sardo-contro-salvini-and-ldquo-uscita-sui-gay-penosa-vada-a-dire-corbellerie-a-casa-sua-and-rdquo

"Tra le tante dichiarazioni offensive e fuori luogo pronunciate durante la sua visita odierna, una in particolare occupa il posto d'onore. Con la sua penosa uscita sulle adozioni gay, Matteo Salvini si è infatti confermato un comico di quart'ordine che non fa ridere nessuno".
Lo afferma, in una nota, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pietro Cocco.
"Questo è purtroppo lo spessore politico del signorotto lombardo, uno che trascura il suo lavoro di europarlamentare per piombare da vicerè in luoghi di cui non conosce nulla e che forse disprezzava fino a poco tempo fa, per lanciare becere battute e seminare odio e razzismo – attacca l'esponente Pd -.
Tra un cambio di felpe e l'altro, consigliamo a Salvini e ai suoi pochi accoliti sardi di informarsi prima di aprire bocca, perché sono tanti gli impegni del presidente Pigliaru e della sua maggioranza di centrosinistra occupata a tirare fuori la Sardegna dalla voragine in cui in cinque anni di malgoverno regionale e nazionale del centrodestra, alleato del leghista, l'hanno fatta sprofondare. Per quanto la nostra isola sia terra di accoglienza, come dimostrato nella gestione dei migranti, a tutto c'è un limite e facciamo nostre le parole dello stesso rappresentante leghista – conclude Cocco -. Se proprio non può fare a meno di dire corbellerie, faccia pure, ma a casa sua". 

"Salvini non ha capito dove si trova: non è sufficiente mettersi una felpa per parlare ai sardi, girando l'isola con il solo obiettivo di agitare il dissenso. Non si può venire a dare ricette in una terra che fino all'altro ieri si disconosceva: non ricorda il leader della Lega quando il suo slogan era 'Prima il Nord'? O gli insulti ai giovani del Sud, i cori contro i meridionali e via dicendo?". E' quanto afferma il segretario del Pd sardo, Renato Soru, dopo la visita del leader leghista questa mattina a Cagliari.
"Sui migranti poi – prosegue Soru – Salvini non fa che dare libero sfogo alla sua dubbia strategia politica: aizzare le paure, istigare l'odio è un'operazione sterile che non conduce ad alcuna soluzione. Non è contrapponendo le vite delle persone, tra nord e sud del mondo, che riusciremo a governare un fenomeno epocale come il cammino dei popoli. La politica dell'odio per i migranti, così come la battaglia anti euro rappresentano il tentativo fallimentare di cercare il consenso facile. Dietro questa impalcatura di urla non c'è una proposta", conclude l'esponente del Pd.