La Regione in due anni ha tolto un milione di euro – già stanziato- agli uffici di promozione della lingua sarda. È la denuncia del Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale, in contemporanea con la Giornata Internazionale della lingua Madre. Il Csu segnala la mancata spendita dei fondi previsti nei bilanci 2014 e 2015 per le integrazioni ai contributi di finanziamento agli sportelli linguistici provinciali e comunali.
"Nella Finanziaria 2015 – spiega il coordinamento di esperti e appassionati di lingua sarda – infatti erano stati stanziati 500 mila euro per integrare i magri trasferimenti statali (400 mila euro per tutta la Sardegna, meno di 2 milioni per tutte le minoranze linguistiche italiane) al funzionamento degli sportelli di promozione della lingua sarda. Ma di questa somma e del relativo impegno di spesa, che doveva essere adottato entro il 31 dicembre, non c'è traccia. 500 mila euro promessi e stanziati a operatori della lingua ormai allo stremo delle forze nel bilancio 2015 andranno quindi in economia. Per nuove risorse bisognerà comunque attendere il riaccertamento dei residui e il nuovo bilancio 2016".
Per il Csu è un vero e proprio colpo di grazia agli uffici della lingua sarda. Decine- spiega il coordinamento- se non centinaia gli operatori che si erano formati su questo tema: ora sono disoccupati o stanno lasciando l'isola. "Si è prodotto un danno sociale e culturale enorme – conclude l'associazione – Si vuole evitare l'uso ufficiale del sardo nella pubblica amministrazione per ricacciarlo nella dimensione, ritenuta più adatta dai poteri accademici che condiziano la giunta, del folklore, del dialetto-variante e della poesia. Si fa finta di promuovere il sardo parlato tradizionale per bloccare quello ufficiale. Nel frattempo si chiedono diritti e norme di attuazione allo Stato e all'Europa su una lingua che in casa non si riconosce e non si promuove nelle istituzioni tenendola ipocritamente allo stato di dialetto popolare plurale".







