“Ancora una volta viene messo in evidenza quanto sia più importante sfruttare, da parte della Politica locale, le debolezze di una condizione al quanto precaria che per anni ha visto la gestione del porticciolo di Sant’Antioco sempre di più nel degrado. Dopo la chiusura e l'abbandono quasi totale del porticciolo con la messa in opera di transenne che, da più di un mese, rendono quasi inaccessibile lo stesso porticciolo, rendendolo anche poco conforme nell'eventualità di un intervento urgente legato alla sicurezza o altro. Ci troviamo, come se tutto non bastasse, e nonostante si paghi regolarmente la quota d’ormeggio, alla beffa coordinata dal Comune e con l'ausilio di comuni cittadini, che pretendono il pagamento di ulteriori quote di denaro da elargire per tre mesi, esattamente da febbraio ad aprile 2016. Il tutto accompagnato anche da minacce per coloro che decidessero di non pagare all’ipotetico gestore nominato dal Comune”
Arriva dai rappresentanti dei diportisti del porticciolo turistico di Sant’Antioco, la denuncia per lo stato di abbandono in cui versa il lungomare nel centro della cittadina sulcitana. A fine dicembre era scaduta la concessione demaniale per l’area e dal 10 di febbraio è terminata la gara per il bando di acquisizione del porticciolo, con la nuova società che si è aggiudicato l'appalto per i prossimi 10 anni.
"Si pretende serietà da parte di Comune e Regione, affinché si dia corso velocemente ai lavori evitando l'utilizzo di porcherie o altri imbrogli fini solamente ad interessi personali. Per quanto ci riguarda – chiosano i diportisti – rivendichiamo i nostri diritti che sono quelli di aver già pagato le quote dovute a seguito della concessione del posto barca, inoltre si rivendica un rispetto nei confronti di chi finora ha pure contribuito affinché i pontili venissero non solo controllati , ma in alcuni casi anche manutenzionati a proprie spese. Rimane comunque certo che come diportisti se sarà necessario, faremo tutte le azioni per la tutela degli interessati e anche alla tutela di una struttura che può essere solo d'aiuto per un rilancio turistico dell'isola di Sant’Antioco”.







