La Regione Sardegna ha impugnato dinnanzi alla Corte Costituzionale due commi della Legge di Stabilità 2016 che hanno effetto sulle finanze regionali a partire dal 2017. I commi impugnati sono il 680, che disciplina il contributo delle Regioni e delle Province autonome alla finanza pubblica per il triennio 2017-2019, ed il 711 che determina il metodo di calcolo del Fondo pluriennale vincolato.
Si tratta di una iniziativa tecnica che è stata presa per motivi di autotutela anche dalle altre Regioni a Statuto speciale (Friuli Venezia Giulia, Sicilia) e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per evitare conseguenze negative per le finanze regionali e per gli ambiti di esercizio dell'Autonomia.
"È una decisione che non riguarda in alcun modo – ha spiegato la Regione – i rapporti politici fra governo nazionale e governo regionale, che procedono all'insegna del dialogo e del confronto quotidiano nell'interesse dei cittadini sardi. In ogni caso, c'è ora un anno di tempo per proseguire l'interlocuzione con il governo su questo tema e per trovare un accordo condiviso intorno a tutti i temi che riguardano il contributo della Sardegna alla finanza pubblica".
"Era ora che la Giunta si svegliasse, ma già da un pezzo", così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Fi, commenta la decisione della Giunta Pigliaru di impugnare la Legge di Stabilità nella parte relativa al contributo delle Regioni alla finanza pubblica.
"In realtà – ricorda Cappellacci – già la Legge di Stabilità del 2015, al comma 400 dell'articolo 1 prevedeva lo scippo di risorse fino al 2018, quasi 100 milioni ogni anno sottratti alla nostra terra. Fi sollecitò con interrogazioni e mozioni una reazione da parte della Giunta che, però, non arrivò mai. Per anni hanno sostenuto che ci stavamo sbagliando e che grazie al loro rapporto speciale con il governo nazionale tutto sarebbe andato per il meglio. Altre Regioni proposero ricorso o trattarono con maggiore determinazione, ottenendo la cancellazione dei rispettivi prelievi. La Giunta Pigliaru invece preferì subire una situazione per cui lo Stato debitore non solo non dava le somme dovute, ma diventava anche scippatore di ulteriori fondi. Anziché reagire duramente, il centrosinistra ritirò perfino tutti i ricorsi già presentati da noi nella precedente Legislatura. Dopo aver fatto perdere risorse ingentissime, ora, nonostante mantengano toni felpati e prudenti, sembra che finalmente si siano decisi a fare ciò che avrebbero dovuto fare più di un anno fa, verso la precedente Legge di Stabilità".







