Quattro denunce, tutte per diffamazione ai danni di studiosi, archeologi, giornalisti, amministratori pubblici e esponenti del mondo politico regionale, appassionati dell’archeologia nuragica. E’ il bilancio dell’indagine condotta congiuntamente dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari e dalla dipendente Sezione di Oristano e partita a seguito delle decine di denunce e querele presentate dalle vittime.
Il lavoro svolto dagli investigatori, anche attraverso l’analisi di flussi informatici e il monitoraggio della rete, ha consentito di riscontrare centinaia di pubblicazioni a contenuto fortemente lesivo della dignità delle singole persone: in un caso le reiterate violenze psicologiche hanno condotto una delle vittime all’esasperazione cagionandole oltre al danno psicologico quello di immagine professionale ed economico.
Le indagini si sono estese anche verso alcuni utenti che sotto altri nickname di fantasia (rendendosi anonimi) hanno a loro volta sostenuto e partecipato ad alcune delle pubblicazioni diffamatorie nei confronti dei querelanti.
Nei confronti dei presunti blogger sono state eseguite perquisizioni domiciliari e informatiche, con il supporto di collaterali uffici della Specialità, non solo a Cagliari ma anche a Torino e Roma, con il sequestro di vario materiale informatico sul quale è in corso l’analisi da parte degli esperti informatici della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
L’indagine ha portato anche al sequestro preventivo mediante oscuramento sul territorio nazionale dell’Untore blog disposto dai G.I.P. dei Tribunali di Cagliari e Oristano Giampaolo Casula e Silvia Palmas su richiesta dei P.M. Alessandro Pili e Marco De Crescenzo.
Successive accertamenti hanno portato le Procure all’ulteriore sequestro dei due Blog (UntoreBlog e Untore1Blog l’Eco dell’Untore, quest’ultimo nato sulle ceneri del primo), nonché alcune caselle di posta elettronica a cui facevano riferimento i due blog.
E così, dalla fine del 2014 la Fondazione NURNET è stata oggetto di gravi forme di denigrazione e offese di ogni genere che, con puntualità giornaliera, venivano pubblicate in un blog totalmente anonimo, registrato in uno stato estero.
“UNTORE Blog” (poi divenuto UNTORE1blog – L’ECO dell’untore) che “contava” un importante numero di visualizzazioni ed utenti, firmava gran parte delle sue pubblicazioni con nomi di fantasia garantendo l’anonimato ai suoi simpatizzanti.
Questi, a loro volta, avevano a disposizione una casella di posta elettronica (anche questa totalmente anonima, indicata dall’Untore) che taluni usavano per “suggerire” all’untore i testi da pubblicare.
Si è così scatenata sul web una vera e propria guerra virtuale tra presunti archeologi ed estimatori dell’archeologia sarda.
Altri procedimenti risultano iscritti presso diverse Procure della Repubblica.







