"Posso solo dire che sono stati uccisi nello scontro a fuoco": lo ha detto, in dichiarazioni all'ANSA, il presidente del Consiglio militare di Sabrata, Taher El-Gharably, rispondendo ad una domanda sulla morte dei due italiani in Libia e dicendosi non in grado di precisare chi ne abbia causato la morte. Il miliziano, contattato al telefono, ha ammesso di avere solo conferme indirette che si tratti dei due dipendenti della Bonatti.
"Ieri abbiamo inseguito un gruppo di Daesh", ha detto El-Gharably riferendosi ai terroristi dell'Isis, "che fuggivano dal centro di Sabrata verso la periferia: c'è stato uno scontro fra le nostre forze e il gruppo dei Daesh, intensi scambi di colpi che hanno provocato la morte di alcuni di loro mentre il resto è fuggito. Quando siamo arrivati sul posto, abbiamo trovato otto morti – ha aggiunto il presidente del Consiglio militare di Sabrata – una donna è stata catturata e sono stati trovati un bambino e un ferito", ha aggiunto riferendosi ad un adulto, "che è stato trasportato all'ospedale".
"Abbiamo identificato qualche cadavere – ha detto ancora El-Gharably – e abbiamo riscontrato che la pelle di due morti aveva un colore diverso" rispetto a quella degli altri: "Sono state pubblicate immagini e alcuni hanno riconosciuto che sono gli italiani rapiti". "Tra le vittime – ha spiegato ancora il capo milizia – due persone sono sospettate di essere italiane" ma "finora non l'abbiamo potuto verificare".







