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Un'azienda modello finita nel patrimonio della Regione nel 1986, dopo che il sogno 'visionario' dei suoi fondatori era già tramontato. Dopo trent'anni, la Giunta regionale ridà futuro allo straordinario patrimonio agricolo di Surigheddu e Mamuntanas, una vera e propria comunità agraria.
I mille e 166 ettari si trovano alle porte di Alghero, in un'area resa strategica dalla vicinanza di un bacino da 2 milioni di metri cubi d'acqua. Il rilancio di Surigheddu e Mamuntanas è stato al centro del sopralluogo effettuato oggi dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru, dagli assessori regionali dell'Agricoltura e degli Enti locali, Elisabetta Falchi e Cristiano Erriu, dal sindaco di Alghero, Mario Bruno, dal rettore dell'Università di Sassari, Massimo Carpinelli, dal sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e da numerosi altri attori istituzionali, politici, economici e sociali del Nord Ovest Sardegna.
"Vogliamo sbloccare una situazione inaccettabile, ne vogliamo fare un simbolo di ciò che intendiamo per sviluppo attraverso le vocazioni del territorio", ha sottolineato Pigliaru annunciando l'imminente pubblicazione di un avviso per la presentazione di manifestazioni d'interesse.
"Chiediamo alle imprese di manifestare la loro disponibilità e le loro idee", ha aggiunto il presidente della Regione. Per l'assessore Falchi "questo è il momento migliore per attività come questa, dato il varo del programma di sviluppo rurale, che potrebbe sostenere gli investimenti".
Come ha spiegato l'assessore Erriu, "dal punto di vista progettuale e urbanistico questo compendio non si presta a speculazioni di alcun tipo, investiamo in agricoltura".
Soddisfatto il sindaco di Alghero. "Benissimo, ma ci interessa che siano coinvolte anche le imprese del territorio", ha puntualizzato Bruno.