bonaria-e-i-migranti-monumento-a-su-siccu-e-una-casa-per-i-profughi

Nel 2018 l'Ordine Mercedario celebrerà 800 anni di esistenza e per rinnovare il proprio motto "Liberi per liberare" la famiglia religiosa del Santuario di Nostra Signora di Bonaria mette in campo alcune iniziative per puntare i riflettori sulla questione dei migranti. La prima riguarda un concorso per artisti che prevede la realizzazione di un monumento dal titolo "La barca della libertà" da collocare nella pineta di Su Siccu. La seconda, più in sordina, riguarda l'idea di mettere a disposizione delle suore che già operano nel campo dell'accoglienza una casa sulla vecchia Ss125 per ospitare una decina di profughi.
Oggi la presentazione del concorso alla presenza del padre provinciale, Francesco Podda, del parroco del Santuario, Giovannino Tolu, dell'arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, e del comandante della Capitaneria di Porto di Cagliari, Roberto Isidori. Il monumento, che potrà essere realizzato in vari materiali (pietra, marmo, legno, bronzo, ecc.) purché resistenti alle intemperie, non deve superare le dimensioni massime di sette metri di diametro e 10 metri per l'altezza e dovrà essere realizzata da artisti sardi. Sarà valutata da una giuria in base alla qualità, alla manutenzione futura, alla rispondenza a quelli che sono i valori tematici e al prezzo. Il bando è stato pubblicato oggi sui siti dei religiosi e della parrocchia: la consegna del progetto dovrà essere effettuata la prima domenica di luglio (festa estiva della Madonna di Bonaria), mentre la premiazione avverrà il 24 settembre, giorno in cui si celebra la fondazione dell'Ordine della Mercede. Al vincitore spetterà la realizzazione dell'opera e si aggiudicherà i fondi che serviranno per realizzarla, al secondo andranno 1.500 euro e al terzo 1000 euro. L'opera dovrà essere terminata entro il 2018.
"Con questa iniziativa vogliamo ricordare l'approdo del Simulacro di N.S. di Bonaria trasportato su una imbarcazione – ha spiegato il parroco – ma anche esprimere così la nostra fraterna solidarietà a tutti i fratelli, uomini, donne e bambini, che in questi ultimi anni hanno perduto la vita stivati in barconi di fortuna, nel desiderio di raggiungere la riva per cercare la libertà". "Come Provincia Romana ci facciamo garanti per realizzare il monumento – ha aggiunto Padre Podda rispondendo ai cronisti – i soldi si troveranno come li abbiamo trovati per liberare gli schiavi nei secoli scorsi". Il comandante Isidori ha ribadito la piena disponibilità istituzionale della Capitaneria che ha messo a disposizione l'area in cui verrà ospitata l'opera e che sarà donata ai padri mercedari", mentre l'arcivescovo Miglio ha spiegato che "chi attraversa il mare per arrivare in Europa ha vissuto condizioni simili a quelle degli schiavi".