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Circa cinquanta pacifisti si sono dati appuntamento sotto il palazzo del Consiglio regionale in via Roma per dire no alla guerra ed in particolare a una missione in Libia. Il sit-in di Cagliari – manifestazioni sono in corso oggi in altre 29 città d'Italia – è organizzato dalla Tavola sarda della Pace alla quale aderiscono associazioni, sindacati ed enti locali.
"Nonostante le rassicurazioni del premier Matteo Renzi e del ministro degli Esteri Gentiloni, tutto fa pensare alla preparazione di una missione – ha detto uno dei portavoce della Tavola, il segretario dell'Arci Franco Uda – penso all'invio in avanscoperta degli 007 italiani ma anche alle ipotesi di tripartizione del territorio libico, in corrispondenza delle tre multinazionali del petrolio interessate, e cioè Eni, Bp e Total.
Inoltre un'operazione del genere sarebbe uno spot che consentirebbe nuovi reclutamenti di musulmani moderati da parte del Daesh". Per il senatore M5S Roberto Cotti, "il fatto che i servizi segreti italiani si trovino già in Libia dimostra che la missione si farà e che lo scenario è già scritto".
Il coordinatore della Tavola, Paolo Pisu, ha fatto notare che questa è solo l'ultima di una serie di "marce, sit-in e manifestazioni fatte per informare con impegno e generosità e rendere protagonisti tutti su ciò che sta accadendo". Pisu ha voluto anche ricordare Salvatore Failla e Fausto Piano, "i due lavoratori uccisi nei giorni scorsi in Libia in circostanze ancora da chiarire. Sono anche loro vittime delle guerre, dell'irresponsabilità dei loro padroni e dell'incapacità del governo di tutelare i concittadini che lavorano all'estero".