"Oggi sui giornali c''è traccia delle difficoltà del nostro dialogo interno: ho visto i suggerimenti ''garbati'' che mi danno Silvio Lai e Sirio Marroccu, ma vorrei dire; non preoccupiamoci più di tanto". Esordisce così il segretario Pd Renato Soru nel suo intervento conclusivo nel circolo del Pd a Quartu Sant''Elena, durante il dibattito in cui si è parlato della città metropolitana di Cagliari. Un Soru dunque, quello di oggi a Quartu, niente affatto intenzionato a fare il passo indietro che ieri con fermezza gli hanno chiesto i parlamentari Lai e Marroccu: "Sono tranquillo e questa discussione per me è terminata nella passata direzione: quello che avevo da dire l''ho già detto, ora sta agli altri…", il commento poi a margine del dibattito alla "Dire". "Non voglio nascondermi dietro un dito, è un dibattito vivo e acceso, che contiene dal mio punto di vista un''idea di partito diversa e un modo diverso con cui ciascuno deve vivere la propria vita all''interno del partito stesso- sottolinea poi nel suo intervento il segretario-. Direi anche un modo diverso di selezionare la classe dirigente e farla crescere- continua- e di rapportarsi con le tante responsabilità che un partito di governo si trova a dover affrontare. Vedremo gli esiti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi: io sono tranquillo, il partito è vivo e continua a fare il suo lavoro".
Sanna a Lai. "Quella che nella sua nota Silvio Lai chiama 'la verità', è in realtà un invito (Soru lasci la segreteria del Pd sardo) basato su un racconto di fatti e avvenimenti che però non torna a molti che li hanno vissuti", lo ha dichiarato il deputato del Pd Francesco Sanna, intervenendo nel dibattito dopo la lettera aperta del segretario del Pd, Renato Soru, ai "democratici" sardi per spiegare l'impasse del partito, cui è seguita la dura replica del suo predecessore Silvio Lai, che ha chiesto a Soru un passo indietro, convocando il congresso e andando ad una nuova elezione per segretario.
"Non penso sia condivisibile la lettura del 2003, quando il Pd non esisteva, e il centrosinistra trovò in Soru la soluzione per vincere le elezioni e indicare una idea di Sardegna che i sardi sostennero e fecero propria, un'idea che ebbe enorme attenzione positiva dentro e fuori il Paese. E tantomeno che serva ora riaprire la discussione – ha aggiunto Sanna – sulle responsabilità, interne alla maggioranza di centrosinistra, della fine della legislatura in cui Soru fu presidente della Regione. E' più utile piuttosto comprenderci circa il diritto-dovere del Pd sardo di oggi, che contribuisce con forza maggioritaria al governo dell'isola, di elaborare idee e programmi, senza che quest'opera venga fraintesa con il bacchettare questo o quell'assessore, perché invece serve a rendere più persuasiva, condivisa e comunicata sia la forza, sia il senso dei fatti prodotti dall'esecutivo. E' più utile capire insieme come sia utile valorizzare la discussione pubblica dei temi, nelle sedi legittimate dalla democrazia interna: siamo l'unico partito che lo fa, in Sardegna ed in Italia, proviamo ad esserne orgogliosi".
"Il passo in avanti non è il congresso estivo o semiautunnale (che implicherebbe disimpegno e disinteresse rispetto al referendum costituzionale) ma di rinunciare – ha concluso Sanna – alla comodità dei ruoli cristallizzati di maggioranza e minoranza per riprendere lo slancio e l'iniziativa dei democratici in questo tempo bello e difficile per la Sardegna".







