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Protesta dei lavoratori dell'impianto di termovalorizzazione di Tossilo questa mattina davanti alla sede dell'Assessorato del Lavoro a Cagliari, dove i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel sono stati convocati per fare il punto sulla vertenza.
Il processo di termovalorizzazione è fermo da metà febbraio e ci sono 38 dipendenti della società Tossilo Spa – che ha accumulato notevoli perdite di bilancio – per cui il futuro è un incognito. Così come un incognito resta lo smaltimento dei rifiuti per 74 paesi della Sardegna centrale che conferivano a Tossilo. "Riguardo ai dipendenti stamattina abbiamo avuto delle rassicurazioni dall'assessore al Lavoro Virginia Mura, dai capi di gabinetto degli assessorati del Lavoro, della Programmazione, dell'Ambiente e dell'Industria – ha spiegato Franco Cappai della Uil -. Ci hanno dato garanzie sul fatto che nessuno resterà a piedi in attesa della costruzione del nuovo impianto di termovalorizzazione, per cui ci vogliono circa tre anni. Per il momento i lavoratori andranno a beneficiare degli ammortizzatori sociali, ma poi tutti dovrebbero essere integrati in aziende della provincia di Nuoro. Quanto al problema dello smaltimento per i 74 paesi che conferivano a Tossilo, saranno dirottati per il momento alla discarica tra Chilivani e Macomer".
"L'incontro – ha detto l'assessore Virginia Mura – si è concluso con l'accordo di tutti. Per quanto ci riguarda c'è la piena disponibilità a incontrare gli amministratori locali del territorio, per avviare un'azione comune di individuazione e sensibilizzazione delle aziende della zona, affinché accolgano i lavoratori di Tossilo Spa nell'ambito del prospettato progetto ad impatto sociale".
Alla riunione di stamattina erano presenti i rappresentanti dell'azienda Tossilo Spa e del Consorzio Zir di Macomer. L'avvio dell'impianto è previsto per il mese di giugno, con un orizzonte temporale di tre anni (fino a giugno 2019).