Elaborare un progetto che preveda uno o più ripascimenti graduali e periodici, di bassissimo impatto ambientale e con sabbie di sicura origine. E' la soluzione prospettata per il Poetto dall'aspirante sindaco di Cagliari Piergiorgio Massidda e dal candidato della lista Polo civico, che lo sostiene, Antonello Gregorini.
Un tema "spinoso per i cagliaritani, che nessuno ha più il coraggio di affrontare", hanno sottolineato i due esponenti politici in corsa per le Comunali. Eppure, non si può prescindere dal fatto che "al Poetto è in atto un costante processo di erosione, e proprio nelle aree maggiormente fruite dai cittadini, ovvero le prime tre fermate su cui insistono le attività economiche più importanti e consolidate".
Un'area, che comprende anche gli stabilimenti del Lido e del D'Aquila, in cui la battigia "tende a portarsi sulla linea storica, approssimativamente vicino alla linea dei chioschi, e nella quale negli ultimi quattro anni si è registrato un arretramento di una decina di metri". Stamattina, al chiosco "Le Palmette", Gregorini ha fatto notare anche che il Pul, il Piano urbanistico del litorale, "va rivisto perché all'articolo 8 prevede che in caso di riduzione dei servizi di spiaggia, si dovrà procedere al ricalcolo delle superfici in concessione".
Secondo Massidda, "il problema non è più rinviabile". "Mi rendo conto – ha precisato – che solo il fatto di parlare di ripascimento fa venire i capelli dritti a tutti, ma è una pratica utilizzata ovunque e se si sono fatti degli errori in passato se ne fa tesoro". L'ex senatore di Forza Italia ha ricordato l'esempio del Forte Village, "dove il ripascimento è annuale, eppure si tratta di uno dei migliori resort del mondo".
Insomma: "Chi amministra la città deve occuparsene perché questa spiaggia è un patrimonio".







