Tutto il paese in corteo per dire che "Domenico è innocente" dell'omicidio del cognato e chiedere la sua liberazione. E' successo stamattina a Busachi, poco più di 1.300 abitanti, in provincia di Oristano. A sfilare in silenzio per le vie del paese centinaia di persone, uomini, donne, anziani, giovani e anche bambini. Tutti convinti dell'innocenza del loro compaesano Domenico Fadda, allevatore di 50 anni, rinchiuso da qualche settimana nella Casa circondariale di Oristano per scontare la condanna a 18 anni di carcere per l'omicidio del cognato Giovanni Cossu.
Tutti in silenzio, niente slogan e niente cori. Parlano solo le pettorine gialle e arancio dove c'è scritto "Domenico libero" e il grande striscione in testa al corteo che recita invece "Domenico è innocente". Confuso tra la folla anche il sindaco del paese Gianni Orrù e nella chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Antonio da Padova ad aspettarli il parroco don Giovanni Marras, per recitare tutti insieme una preghiera per Domenico e un eterno riposo per Giovanni Cossu e la moglie Isabella, che si suicidò poche ore dopo il delitto.
"Tutti a Busachi sanno che Domenico è innocente", hanno ripetuto anche oggi gli organizzatori della manifestazione. La verità di Busachi non è quella processuale. La verità di Busachi, soltanto sussurrata davanti ai forestieri, è che la notte del delitto, quella del 15 ottobre 2011, ad impugnare il coltello che uccise Giovanni Cossu non sia stata la mano di Domenico Fadda, ma proprio quella della sorella Isabella, che da tempo soffriva di una grave forma di depressione, e che Fadda si diede alla macchia prendendosi la responsabilità del delitto proprio per salvare la sorella.
Sposata dai giudici di primo grado, la verità di Busachi è stata ribaltata dalla Corte d'Appello e in Cassazione. Messa da parte, almeno per ora, la possibilità di chiedere la revisione del processo, i compaesani di Fadda ora puntano alla richiesta di grazia da presentare. "Una strada lunga e difficile, ma al momento è l'unica che possiamo percorrere", hanno spiegato gli organizzatori al termine della manifestazione annunciando anche l'intenzione della figlia più piccola di Giovanni Cossu, Antonella, la prima a firmare la petizione per la liberazione dello zio, di scrivere una lettera a Papa Francesco.
“Domenico è innocente”, tutto il paese in piazza







