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Un gruppo paramilitare con a disposizione armi da guerra ed esplosivi che non si è accontentato di un colpo milionario come quello portato a termine al caveau della Vigilanza Sardegna di Nuoro, ma che con "avidità e cupidigia incontrollabile" – parole utilizzate dallo stesso pm nel decreto di fermo – non ha esitato a tentarne altri cinque, mandati in fumo dalle forze di polizia.
In particolare il gruppo avrebbe messo a segno il 4 luglio del 2005 a San Sperate un colpo al centro commerciale Emme Zeta in cui furono portati via 15 mila euro. A dicembre del 2011 l'assalto fallito al portavalori della Vigilanza Sardegna a Irgoli, a maggio del 2012 la rapina al market Ld di Tortolì che fruttò quasi 11 mila euro. A luglio del 2015 il tentativo di rapina al caveau della Mondialpol di Arzachena, mandato in fumo dalle forze di polizia, a settembre dello stesso anno l'assalto al portavalori della Vigilpol di Bonorva che fruttò 500 mila euro. Sarebbero anche responsabili dell'assalto fallito a un portavalori della Mondialpol ad Ardara, sventato grazie alla presenza delle forze di polizia, nel novembre 2015, e a dicembre della fallita rapina al portavalori della Sicurezza Notturna a Barbusi.
La banda avrebbe tentato il mese dopo di rapinare nuovamente il portavalori della Mondialpol ad Ardara-Siligo, ma anche in questo caso l'intervento delle forze dell'ordine che fecero deviare il furgone dall'itinerario mandò a monte i loro piani.
Lunedì avevano pianificato di portare a termine il colpo a Voghera. Il denaro, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato utilizzato dal gruppo per pagarsi la latitanza.
Adesso i fermi dovranno essere convalidati dai Gip dei vari tribunali. 

Non solo rapine e riciclaggio di denaro investito all'estero e in droga, ma il gruppo criminale sgominato oggi da Polizia di Cagliari e Nuoro e dalla Guardia di finanza, garantiva la latitanza di pericolosi criminali. Uno di questi era pronto a prendere parte, con il ruolo di custode-guardiano, ad un sequestro di persona, poi mai portato a termine.
In particolare la banda, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe protetto la latitanza di Pasquale Scanu, datosi alla macchia dopo la condanna a 28 anni per sequestro di persona, e di Attilio Cubeddu, ricercato dal 1997 dopo alcune condanne per sequestro di persona. Proprio Scanu era pronto a partecipare a un altro rapimento con il ruolo di custode, ma il sequestro non fu mai portato a termine. Scanu fu arrestato ad aprile dello scorso anno dalla Squadra mobile. In tasca aveva una pistola e una banconota da cinquanta euro macchiata proveniente dall'assalto al caveau di Nuoro