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Si apre uno spiraglio perchè Ryanair possa recedere dalla decisione di chiudere le basi di Pescara, in Abruzzo, e di Alghero, in Sardegna. E' quanto emerge al termine del vertice svoltosi questa mattina a Roma, al ministero dei Trasporti, tra il ministro Graziano Delrio, i vertici del vettore low cost, il Ceo Michael O'Leary e il responsabile commerciale David O'Brien, e i governatori di Abruzzo e Sardegna, Luciano D'Alfonso e Francesco Pigliaru.
Ryanair ha avuto garanzie da parte del Governo su tre punti considerati determinanti per la permanenza in Italia: la revisione delle linee guida nazionali sul trasporto aereo, che sono emanazione di quelle europee ma che il vettore legge come più restrittive; tempi certi per la riduzione delle tasse addizionali aeroportuali e l'impegno per la strategicità degli aeroporti minori che puntano ad ottenere pari opportunità rispetto agli scali più importanti della Penisola. 

"Ora il Governo e la Regione devono fare tutta la loro parte per venire incontro alle esigenze della Sardegna e del nostro scalo". Lo dice all'ANSA il sindaco di Alghero Mario Bruno, che insieme al primo cittadino di Sassari Nicola Sanna, ha incontrato i vertici di Ryanair subito dopo la riunione svoltasi al ministero dei Trasporti.
"Vogliamo proseguire in un rapporto che è andato avanti negli anni con successo, non tanto in un'ottica monopolistica, ma che includa anche Ryanair – spiega Bruno – La prossima settimana andremo a Dublino con proposte concrete per cercare una soluzione".
Poco prima del vertice con il ministro Delrio, i sue sindaci hanno avuto un faccia a faccia con il governatore Francesco Pigliaru e con l'assessore dei Trasporti Massimo Deiana. Regione e Comuni hanno concordato "sulla necessità di intervenire nel rispetto del quadro normativo attuale – si legge in un post sulla pagina Facebbok della Regione Sardegna – Al Governo si chiedono soluzioni per definire il rapporto con i vettori e rilanciare lo sviluppo del traffico aereo".