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Sindacati divisi sulla riorganizzazione dei servizi per l'impiego in discussione in Commissione Lavoro del Consiglio regionale, presieduta da Gavino Manca (Pd).
Mentre Davide Paderi (Cisl), Giampaolo Spano (Uil) e Giovanni Piras (Cgil) si sono espressi a favore della stabilizzazione del personale impiegato nel sistema dei servizi e delle politiche del lavoro "a condizione che il personale sia stato assunto con procedure selettive a evidenza pubblica e che abbia maturato almeno 36 mesi di lavoro nei servizi", perplessità sono state avanzate da Luciano Melis (Sadirs e a nome Ugl) e Antonello Troffa (Fedro) che hanno ribadito: "l'accesso nelle pubbliche amministrazioni può avvenire solo dopo il superamento di un pubblico concorso".
Esprimendo soddisfazione per l'impianto normativo e per la trattazione organica dei temi e degli strumenti per la disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di introdurre una clausola di salvaguardia per prorogare i contratti in scadenza ad agosto per gli operatori di Csl e Cesil, in vista della piena attuazione delle norme contenute nel testo di legge.
I rappresentanti dei sindacati dei dipendenti regionali hanno invece sollecitato l'introduzione di una "riserva di posti all'interno della istituenda Aspal (agenzia sarda per le politiche attive del lavoro) per i dipendenti dell'amministrazione regionale".