"Aiutatemi, questo mi ammazza". Sono le invocazioni di un anziano sottoposto a percosse da parte di un operatore sociosanitario della casa di riposo "L'accoglienza" di Nuoro. Intercettazioni e filmati con immagini scioccanti nella struttura lager sono state acquisite dalla Polizia di Stato. Nella conferenza stampa di stamani in Questura il procuratore della Repubblica di Nuoro Andrea Garau ha spiegato che "le urla degli anziani e le invocazioni di aiuto erano quotidiane. Abbiamo cercato di svolgere le indagini nel minor tempo possibile per tutelare gli anziani. Le imputazioni a carico delle sei persone raggiunte da misure cautelari sono gravissime. Persone che hanno agito con vigliaccheria, maltrattando e percuotendo persone inermi che non potevano rispondere alla violenza. Tutto aggravato dal fatto che la direttrice, insieme al gestore della struttura, era già recidiva: a loro carico si aprirà tra pochi giorni il processo a Nuoro in cui sono accusati di abbandono di incapaci".
Sono 26 gli ospiti della casa di riposo "L'accoglienza" di Nuoro, tutti ancora nella struttura che non è stata sequestrata, a seguito dell'inchiesta sui maltrattamenti che ha portato all'arresto della direttrice (finita ai domiciliari) e di due operatori sanitari.
Il capo della Squadra Mobile di Nuoro, Paolo Guiso, ha tenuto a precisare che nella casa di riposo ci sono operatori sanitari "che sanno fare il loro dovere con professionalità e umanità. La cosa fondamentale – ha aggiunto – era bloccare gli operatori violenti e tutelare gli anziani ospiti".
La struttura di via Aosta era già stata sottoposta a sequestro preventivo, quando si chiamava Residenza Famiglia – l'8 giugno del 2015, per una serie di gravi carenze igienico sanitarie, poi parzialmente eliminate. In quell'occasione c'è stata una prima indagine della Procura, partita dopo il caso della morte sospetta di un anziano, e il suicidio, anch'esso sospetto, di una paziente che si era lanciata dal quarto piano.







