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Sono arrivati molto più numerosi di quanto si attendevano gli stessi organizzatori all'assemblea pubblica convocata oggi ad Oristano da Adiconsum Sardegna per fare il punto della situazione sulla richiesta dei conguagli regolatori che Abbanoa sta fatturando a tutti i suoi 700 mila utenti. All'appuntamento si sono presentati a centinaia e in tanti non hanno trovato posto nell'auditorium della Parrocchia di San Sebastiano, nel centrale vico Mazzini, e si sono dovuti accontentare di seguire i lavori dalla strada, affacciati alle finestre e alle porte. Ma a quel punto è dovuta intervenire la Polizia locale a chiudere il traffico per motivi di sicurezza.
Quella di Oristano è la prima di una serie di assemblee che l'Adiconsum organizzerà un po' in tutta la Sardegna per spiegare i motivi per i quali gli utenti non devono pagare il conguaglio e come devono fare per evitare lo slaccio dell'acqua. La strategia concordata con i legali dell'associazione ieri ad Alghero è stata illustrata dal presidente Giorgio Vargiu.
"La diffida e la richiesta di annullamento delle fatture in sede di autotutela sono già cosa fatta", ha spiegato Vargiu aggiungendo che "il prossimo passo sarà la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica, alle autorità nazionali e regionali per l'energia e il servizio idrico e anche alla Corte dei Conti per danno erariale".
Contemporaneamente partiranno le cause cumulative davanti a tutti i Tribunali dell'isola. "Nel frattempo – ha spiegato ancora Vargiu – gli utenti devono sospendere il pagamento delle fatture e inviare ad Abbanoa un reclamo con la richiesta di conciliazione. Abbanoa non ha alcun diritto di chiedere quel conguaglio", ha ribadito il presidente di Adiconsum Sardegna sottolineando che la presentazione del reclamo e della richiesta di conciliazione mettono gli utenti al riparo dalle minacce di slaccio dell'acqua potabile che accompagnano le richieste di Abbanoa. 

Prosegue la "guerra dell'acqua" sui conguagli regolatori, che stanno arrivando con le bollette agli utenti sardi. Dopo la replica dell'amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, alle dichiarazioni del deputato di Unidos, Mauro Pili, che ha annunciato ricorsi al giudice di pace in seguito ad una sentenza di Enna, oggi Pili controreplica. "Ha voglia l'amministratore di Abbanoa di affermare che la sentenza del giudice di Enna è cosa diversa.
Basta leggerla nella forma e nella sostanza per capire che sono la stessa identica cosa: niente pregressi, niente retroattività, niente importi indefiniti".
"Affermare che i sardi devono pagare punto e basta, che non c'è sentenza che tenga, è la dimostrazione che avrebbero voluto non essere disturbati in una manovra totalmente avallata dalla maggioranza di governo – osserva Pili -. Ribadisco: mi batterò sino all'ultimo grado di giudizio per tentare di fargli saltare questa maldestra operazione. Il sottoscritto non ha mai invitato a non pagare, ma è altrettanto vero che Abbanoa minaccia di staccare l'acqua. Per pagare la prima rata c'è tempo e sino ad allora faremo tutto quanto è necessario per portare questa gente davanti ad un giudice".