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"Vogliamo tenere vivo il ricordo dei nostri caduti, eroi silenziosi che hanno dato la vita per il nostro paese". Così il comandante del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Gioacchino Giomi, in occasione della cerimonia di intitolazione della caserma del distaccamento di Sanluri a Massimo Casu, il pompiere morto il 17 luglio del 2003 a 35 anni durante un intervento di soccorso a Samassi.
Insieme a Giomi erano presenti il comandante provinciale di Cagliari, Luciano Cadoni, il prefetto del capoluogo, Giuliana Perrotta, il sindaco di Sanluri Alberto Urpi e i rappresentanti di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Corpo forestale.
Una cerimonia semplice ma solenne, come è stata definita dai vertici del Corpo, carica di emozioni. "Le sedi dei comandi e dei distaccamenti rappresentano i nostri uomini, le nostre vite – ha sottolineato Giomi nel suo discorso – e dimostrano la nostra vicinanza ai cittadini. Il ricordo di Massimo, il suo coraggio e il suo sorriso devono essere un esempio da tramandare. Massimo come i tanti colleghi caduti non sono eroi distanti ma potrebbero essere i nostri vicini di casa, i compagni di scuola che hanno compiuto un grande sacrificio".
Particolarmente toccante l'intervento della vedova, Roberta Casu: ha ricordato il terribile giorno della scomparsa, lo stesso in cui si sarebbe dovuta sposare con Massimo, lei era incinta di otto mesi e oggi anche la figlia era presene alla cerimonia. "Quella doveva essere una data felice – ha detto la donna con la voce rotta dall'emozione – Massimo era in congedo matrimoniale, ci saremmo dovuti sposare quel giorno ma avevamo poi di deciso di rinviare, era comunque questione di poco.
Ricordo il mese di luglio di quell'anno: c'erano tanti incendi e un collega, anche se Massimo era in congedo, gli aveva chiesto un cambio. E lui ha accettato. 'Questo è l'ultimo che faccio', mi ha detto prima di uscire. E così purtroppo è stato".
"Mia figlia – ha aggiunto Roberta – non ha potuto conoscere suo padre, ma sono felice che con le vostre parole lo stia ricordando. Spero che il nome di Massimo impresso in questa caserma possa trasmettere a tutti il suo coraggio, la sua lealtà e lo spirito di squadra che lo ha sempre contraddistinto".