Senza la norma approvata oggi dal Consiglio regionale nella leggina sui lavori pubblici, circa 320 su 550 piccole dighe presenti in Sardegna sarebbero state destinate alla demolizione. Solo per 133, infatti, è stata presentata istanza di prosecuzione dell'esercizio, mentre per le altre sono state sottolineate difficoltà applicative della legge regionale del 2007, in primo luogo gli alti costi per l'adeguamento degli invasi che servono, soprattutto, per l'irrigazione delle aziende agricole e per le funzioni antincendio.
Da qui la riapertura dei termini con una proroga sino al 30 giugno 2017. Il provvedimento varato dall'Aula introduce disposizione per accelerare gli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico più altre opere urgenti, prevedendo che una parte delle risorse possa essere utilizzata dagli enti attuatori per azioni di assistenza tecnica.
E' stata inoltre approvata una norma per finanziare l'acquisizione di terreni per il servizio idrico integrato, autorizzando la Regione a stanziare 50 mila euro per l'Ente di governo dell'ambito della Sardegna (Egas) e oggi utilizzate da Abbanoa per il servizio.