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"Un miliardo e trecento milioni di euro del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 a disposizione della Sardegna sono ancora tutti da utilizzare. Bisogna fare presto, perché le risorse europee, che vanno rendicontate secondo rigide procedure e cronoprogrammi, sono le uniche disponibili per incentivare e rinforzare le imprese del primario e dell'agroalimentare in Sardegna, per creare sviluppo e occupazione".

Lo denuncia la segretaria della Cisl, Oriana Putzolu, secondo la quale "tutto è rimasto fermo a causa di un semplice problema informatico che la Regione ha finalmente deciso di sbloccare con la creazione di un autonomo organismo pagatore, senza dipendere dai tempi di quello nazionale".

"I ritardi di questo organismo hanno determinato una catena di disfunzioni: i bandi pronti sulle sottomisure 4.1, 4.2, e 6.1 rimasti fermi nei cassetti di Argea – afferma – bloccate le imprese del primario, dell'agroalimentare e dei giovani imprenditori interessati al Psr, Argea senza pratiche da istruire. Per ridurre i danni ai minimi termini e per non rimanere invischiati nelle pastoie burocratiche – sollecita Putzolu – la Giunta faccia almeno partire i bandi, per consentire agli imprenditori agricoli di conoscere le 'regole del gioco', presentare le domande e cominciare a intravedere il destino dei loro progetti e ad Argea di lavorare le pratiche".