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La notizia dell’operazione della Guardia di Finanza di Cagliari, a seguito delle indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Cagliari già dal 2015, che ha portato al sequestro di una vasta zona, grande 16mila metri quadri, davanti allo stabilimento della Sanac nel polo industriale di Cagliari Macchiareddu, "è sicuramente grave e preoccupante – afferma Annalisa Colombu presidente di Legambiente Sardegna –. Grave perché si apprende che erano stati interrati a tre metri di profondità agenti inquinanti catalogati come rifiuti speciali pericolosi industriali, oli sintetici, miscele bituminose contenenti catrame, scorie di cemento e mattoni per oltre 70.000 ton”.
 
“Preoccupante perché ancora una volta emerge l’uso sconsiderato che negli anni passati,  soprattutto nei poli di industrializzazione,   è stato fatto del territorio, visto che erano  stati sepolti illegalmente 70mila tonnellate di rifiuti pericolosi (un quantitativo equivalente a quello trasportato da 3.000 Tir),  per di  più in prossimità  di un’area di interesse ambientale. E’ urgente a questo punto l’operazione di bonifica a carico dei responsabili dell’inquinamento”, aggiunge Annalisa Colombu.
 
"Ci auguriamo che sulla base della nuova legge sugli ecoreati si possa intervenire con la dovuta severità" dichiara Stefano Ciafani direttore nazionale di Legambiente,   che proprio ad Assemini recentemente ha presentato la nuova legge, che per la prima volta ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale. Grazie alla nuova normativa, per cui Legambiente ha combattuto per 21 anni, chi inquina paga davvero. Una volta accertate le responsabilità grazie alle nuove norme si procederà più velocemente alla bonifica dei siti contaminati, recuperando i ritardi accumulati fino ad oggi in tutto il Paese.