“Le immagini interne del deposito di scorie radioattive dentro la base di Teulada. L'operatore all'interno del deposito mostra all'esterno alcuni frammenti radioattivi dei missili Milan – i fusti in primo piano sono stati cementati con all'interno le scorie radioattive”. Mauro Pili (Unidos) denuncia sulla sua pagina Facebook la presenza di un deposito di scorie nucleare all’interno del poligono militare di Teulada.
Il blitz dentro la base è avvenuto nella giornata di venerdì 6 agosto quando il deputato di Unidos ha voluto verificare di persona alcune indiscrezioni emerse durante una riunione della Commissione Uranio impoverito.
Così Pili rompe il silenzio, raccontando nel dettaglio quello che non si può dire, documentandolo con minuzia di particolari e fissandolo nella realtà con immagini inequivocabili.
Tutto il resoconto nel sito internet del suo movimento.
“lo guardo, resto interdetto. Sono senza parole – commenta Pili -, un lucchetto da pollaio di campagna, una rete difensiva che zio Giovanni non usava nemmeno per i maiali. E poi il trifoglio, giallo e nero. Pericolo radiazioni. I cartelli sono affissi come i post della bacheca universitaria, a penzoloni e provvisori”, questo è il contesto nel quale si trovano i bidoni radioattivi .
Scortato ad ogni passo, il parlamentare sardo ha visitato diverse aree della base: “Questa è l’unica zona franca della Sardegna, dove tutto è possibile e non si pagano dazi – scrive – guardo e riguardo questo stabile che sembra appena uscito da un set cinematografico di una guerra reale. Oso commentare: lo stabile non mi sembra proprio messo bene per ospitare un deposito di scorie nucleari. Mai l’avessi detto, la replica è dura: ma sta scherzando? È il miglior stabile possibile, è un deposito temporaneo di scorie radioattive”.
Un deposito presente dal 2014, come viene affermato dai militari presenti, in un capannone fatiscente: “Guardo i vetri dello stabile, tutti divelti dal tempo. I muri corrosi dalle intemperie e dalla vetustà dell’età. Del resto questa era una vecchia officina degli anni 60/70. Abbandonata a se stessa. Ed ora deposito temporaneo di scorie radioattive. Per i vertici militari, ovviamente, tutto sotto controllo. Ma il buon senso dissente, come non mai”.
“Spiego –racconta- che un deposito temporaneo di scorie radioattive ha un processo autorizzativo lunghissimo. Rilanciano: ma tutti gli organismi preposti hanno dato l’autorizzazione. Domando, ma anche la Regione Sarda ha dato l’autorizzazione? La Regione Sarda non è competente a queste autorizzazioni. Dissento: guardi lei non conosce le più elementari leggi di questa regione. Qui un deposito di scorie nucleari non poteva essere fatto né provvisoriamente né permanentemente”.
“Penso e ripenso. Scorro i nomi di quelle tante vittime silenziose, – prosegue – giovani militari e civili, che per quella maledetta radioattività hanno smesso di vivere anzitempo. Sono passati 17 anni dal primo impiego in questo poligono dei missili Milan carichi di Torio. Ed ancor oggi scorie e residui di quella radioattività sono qui.Sempre con lo stesso spirito: non bisogna parlare, bisogna stare in silenzio, bisogna nascondere tutto. E del resto me lo ripetono sistematicamente in questa visita: qui ci lavorano tanti sardi.
E tra me e me rifletto: sardi sotto ricatto. (…)Mi guardano come un povero illuso. E loro sanno che la Oto Melara la fabbrica che ha prodotto i missili della morte, quella dei nostri militari, è ricca e potente. Poco importa, poi, se le scorie nucleari prodotte da quei missili sono conservate dentro un fabbricato dove nemmeno polli e galline sarebbero al sicuro”.
E conclude: “Mai nascondere, mai vietare, mai prevaricare, quando in gioco c’è la vita. Serve rispetto per una terra da sempre violentata da uno Stato vigliacco che tratta questa povera isola come una colonia. Reagire è il minimo. Senza se e senza ma. Sapendo che il silenzio è complice.”







