"Il problema vero è l'emergenza, da cui bisogna uscire quanto prima. Per questo saluto con favore l'imminente entrata in vigore di un sistema – che naturalmente opererà con deleghe ad hoc affidate al Viminale – che fisserà un tetto massimo di profughi per Comune, pari a 25 per ogni mille abitanti; più risorse ai Comuni e lo sblocco del turnover del personale attivo nei Municipi. E tutto ciò, ad esempio, azzererà finalmente la possibilità che un prefetto annunci all'improvviso a un sindaco l'arrivo di nuovi migranti sul suo territorio". A parlare è il delegato Anci per l'Immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che all'ANSA spiega le novità contenute in un provvedimento che dovrebbe essere approvato a breve dal Consiglio dei Ministri. Di rilievo le novità in arrivo. "Intanto il tetto massimo di profughi: questo consentirà finalmente a ogni sindaco – spiega Biffoni – di organizzare la propria struttura di accoglimento". Si tratta, aggiunge, di un livello massimo di 25 profughi ogni 1000 abitanti, o 2,5 ogni 100 abitanti, "numero che in questa fase è approssimativo perché tutto dipende dai posti e dai luoghi fisici messi a disposizione da ogni singolo Comune. Infatti questo numero può essere spropositato per una piccola realtà situata ai piedi del Monte Bianco e non esserlo affatto per una città metropolitana o un'altra di medie dimensioni. E' chiaro quindi che si tratta di un parametro". Altro tema da sempre caro ai Sindaci è quello delle risorse: "la misura prevede anche incentivi economici, che al momento non sono in grado di quantificare, e lo sblocco del turnover del personale dei Municipi, temi che proprio in questi giorni sono stati affrontati dal Governo insieme a noi dell'Anci". Quindi nel prossimo futuro, dice ancora il delegato all'Immigrazione dell'Anci, "non ci saranno più invii improvvisi nei Comuni di profughi o di minori non accompagnati; in più si potrà far conto su risorse economiche senza le quali i sindaci nulla possono fare. Inoltre, finalmente si potrà contare su un numero di personale adeguato, indispensabile per promuovere accoglienza col sistema Sprar e i servizi sociali ad esso legati, senza incidere negativamente sul resto dei servizi da garantire ai cittadini". "E' bene che si sappia – sottolinea ancora Biffoni – che tutti i sindaci hanno ormai il fiato grosso, e questo nonostante il sistema di accoglienza diffuso – svolto più che egregiamente dalla mia Regione, la Toscana – e l'attività dei pochi hub attivi, sistema su cui ribadisco il mio giudizio negativo". Tra le cose da fare rimane "una maggiore velocità sui meccanismi dei rimpatri per i non aventi diritto. Per questo, sempre per rimanere nella mia Regione, saluto con favore l'apertura di una nuova Commissione di Valutazione a Livorno, che andrà ad affiancare quella già funzionante a Firenze. Ma è fondamentale che il ministero della Giustizia trovi sistemi più rapidi per i rimpatri, perche quelli usati finora con la giustizia ordinaria sono troppo lunghi. E l'Ue deve capire che così il sistema non funziona". Il nuovo pacchetto di misure dovrebbe poi annullare il doppio invio dei profughi nei comuni, soprattutto per il sistema Sprar, "che da ora in poi non sarà più di competenza dei prefetti". Da qui a fine mese, annuncia ancora Biffoni, "per i minori (che per forza di cose provengono in massima parte dalla Sicilia) dovrebbero entrare in attività 35 nuovi centri di accoglienza in almeno 10 regioni, che saranno sotto la diretta responsabilità del sindaco". "E naturalmente – conclude – coloro che utilizzeranno i sistemi Sprar saranno esentati dall'accoglienza ordinaria".
Uncategorized MIGRANTI, ANCI: IN ARRIVO NOVITA’ SU PROFUGHI E MINORI
MIGRANTI, ANCI: IN ARRIVO NOVITA’ SU PROFUGHI E MINORI







