carceri-pili-a-cagliari-arrivati-20-mafiosi-e-camorristi

Secondo Pili il braccio Arborea è stato isolato "con inutili accorgimenti: l'unica precauzione messa in campo è un nastro specchiato apposto sulle porte d'ingresso del reparto. Ma la tensione comincia già a salire per il tipo di personaggi giunti ad Uta e il primo problema è l'utilizzo della palestra. I boss hanno chiesto di poterne usufruire, ma ci sono solo 12 postazioni per oltre 500 detenuti.

"Il tema più grave è, però – aggiunge – quello del seguito di questi boss e le conseguenti infiltrazioni mafiose. I personaggi già sbarcati ad Uta sono di primo piano a partire da uno dei capi dei Casalesi, Salvatore Ferrara, detto Sasà, 45enne originario di Casal di Principe, nativo di Napoli, finito in manette insieme ad altre dieci persone, perché sospettato di essere parte di un'associazione a delinquere a carattere transnazionale volta a commettere una serie indeterminata di reati attraverso una rete illegale di gioco on line sino ad arrivare al capo clan di Forcella Fernando Schlemmer. Familiari e adepti potrebbero decidere di spostarsi a soggiornare nelle zone limitrofe al carcere con tutto quello che ne consegue".