Si avvicina l'appuntamento con una delle manifestazioni più tradizionali dell'isola: a Urzulei (Ogliastra) i prossimi 9 e 10 settembre protagonista sarà il gioco della morra con il Campionato sardo e “Murramundo – Atobiu de sos murradores de su Mediterraneu", l'incontro internazionale con giocatori provenienti da mezza Europa.
Giunto alla sua 19° edizione, il campionato di morra è organizzato dall'associazione culturale per il gioco della morra "Roberto Mulas" e attirerà nel centro ogliastrino giocatori e visitatori da tutta la Sardegna.
IL PROGRAMMA.Il programma si articola su due giornate: il 9 settembre, a partire dalle 17, è prevista la proiezione a ciclo continuo di cortometraggi e lungometraggi sulla morra. Tra una proiezione e l’altra sarà possibile visitare la mostra “Artisania e arte in Orthullè” (artigianato e arte a Urzulei) e degustare i prodotti tipici del territorio.
Durante la giornata si alterneranno le performance musicali tradizionali delle diverse delegazioni di murradores, oltre a quelle artistiche del progetto “Memoria e identidade”, con la realizzazione di pitture murali nel centro del paese da parte degli artisti Angelo Pilloni e Ruben Mureddu.
Dalle 22, spazio alla musica con il concerto di Dr Drer & Crc Posse e Joe Perrino.
Il clou dell’evento sarà il giorno successivo, il 10 settembre alle 10 avranno inizio le gare internazionali con i giocatori arrivati da Catalogna, Aragona, Corsica, Contea di Nizza, Savoia, Slovenia, Croazia, Tunisia, Friuli, Trentino, Valle d’Aosta, Lucania, Piemonte, Marche, Abruzzo, Sicilia, Lombardia, Liguria, Calabria e Lazio e dalle 18 cominceranno le gare del Campionato sardo.
Abilità, destrezza e concentrazione e insieme ritmo, intuito e prontezza di riflessi sono le doti principali dei concorrenti di un gioco dalle origini mediterranee antichissime, passatempo preferito dei sardi e da sempre colonna sonora delle feste per tosature, matrimoni e sagre paesane.
INCONTRO TRA CULTURE. «Questa manifestazione rappresentata l’incontro tra culture e popoli del Mediterraneo all’insegna dell’amicizia e del divertimento», spiega il presidente dell'associazione per il gioco della morra, Fabrizio Vella, «siamo riusciti a instaurare profondi rapporti di amicizia e fratellanza con altri popoli e culture e questo è divenuto un valore aggiunto per la manifestazione, qualcosa che la rende ancora più spettacolare e divertente per chi viene a trovarci. Molte delle delegazioni presenti porteranno anche la loro musica e suoneranno in modo estemporaneo nelle vie del paese».
LE ORIGINI. Le prime tracce storiche del gioco della morra sono state ritrovate dagli archeologi in Egitto. Nella pittura di una tomba di un alto dignitario della XXV dinastia, gli esperti hanno riconosciuto due giocatori che incrociano le dita. Una pratica diffusa anche nell’Antica Grecia e a Roma. I romani la chiamavano micatio, da micare digitis (segnare con le dita). Del gioco, si trovano testimonianze anche negli scrittori medievali e nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (nel capitolo VII si racconta di "due bravacci, che seduti a un deschetto, giuocavano alla mora, gritando tutti e due ad un fiato"). In Italia ha avuto alterne vicende: considerata pratica d’azzardo dal fascismo, fu messa al bando e inserita nella tabella dei giochi proibiti (art. 110 del Testo Unico per le Leggi in materia di Pubblica Sicurezza). La norma, ancora in vigore, vieta il gioco nei luoghi pubblici. Disposizione, però, quasi mai rispettata, la pratica è tollerata dalle forze dell’ordine: troppo forte la passione della gente per poter essere repressa e oggi esiste in Italia una Federazione del Gioco della Morra.
COME SI GIOCA. In Sardegna si gioca prevalentemente in coppia, a differenza di altre realtà dove la contesa avviene tra due soli murradores. Gli sfidanti devono dichiarare un numero non superiore a dieci e stendere simultaneamente il braccio. Guadagna il punto chi indovina la somma dei numeri corrispondente a quella delle dita mostrate dai giocatori. L’incontro si svolge secondo il criterio partita, rivincita e bella. Vince chi arriva per primo a 16, aggiudicandosi due partite su tre, oppure chi tocca per primo quota 21 nella sfida decisiva (sa bella). La bravura dei giocatori sta nella capacità di studiare "la mano" dell’avversario e anticiparne le mosse.







