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"In virtù della convenzione, Ati Ifras è obbligata al pagamento delle spettanze ai lavoratori e dei relativi contributi previdenziali e assistenziali". E' stata la Regione a ricordarlo all'azienda nei giorni scorsi "invitando entro quindici giorni al saldo di quanto dovuto alle maestranze". E' il motivo per cui i lavoratori, che vantano due stipendi arretrati (luglio e agosto), si sono presentati stamattina alle 9 davanti all'ingresso della sede di Ati nella zona industriale di Elmas.

Al sit-in hanno partecipato almeno 150 persone che hanno protestato fino a quando non sono riusciti a parlare con il capo del personale, Mario Lilliu. Che, in sintesi, ha ricordato l'impossibilità di Ati Ifras di accedere a finanziamenti bancari. E soprattutto che ci sono fatture per 5 milioni di euro che la Regione deve ancora corrispondere all'azienda a causa del protrarsi dei lavori della commissione istituita proprio per verificare la conformità dell'operato di Ati. Viale Trento, ha spiegato il direttore del personale, continua a chiedere una serie di documentazioni mancanti e l'attribuzione dei centri di costo.

In mancanza dei quali, ha sottolineato da parte sua la Regione, "siamo impossibilitati a procedere con i pagamenti delle fatture in sospeso". Alla fine "a farne le spese sono comunque i lavoratori che si trovano in mezzo a due contendenti – ha commentato Cristiano Ardau di Uiltucs – per questo il 12 settembre, in occasione del tavolo Regione-sindacati per discutere del futuro dei dipendenti, chiederemo all'amministrazione di illustrare la sua posizione con molta precisione".